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Ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 2697 c.c. Onere della prova

In vigore dal 19/04/1942

Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento.

Chi eccepisce l’inefficacia di tali fatti ovvero eccepisce che il diritto si è modificato o estinto deve provare i fatti su cui l’eccezione si fonda.

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In sintesi

  • Chi vuole ottenere qualcosa in giudizio deve dimostrare i fatti su cui basa la propria richiesta (onus probandi).
  • Chi si difende sostenendo che il diritto non esiste più o è cambiato deve a sua volta provare i fatti che sostengono la sua difesa.
  • L'articolo 2697 c.c. è la norma fondamentale che disciplina la distribuzione dell'onere probatorio nel processo civile italiano.
  • Se una parte non riesce a provare i fatti a suo carico, il giudice decide a sfavore di chi doveva provare e non ha provato.
Commento del professionista
Ratio e inquadramento sistematico

L'articolo 2697 del Codice Civile costituisce uno dei pilastri fondamentali dell'intero sistema processuale civile italiano. Il principio espresso è comunemente indicato con il latinismo onus probandi: spetta alla parte che afferma un fatto l'onere di dimostrarlo. La ratio è duplice: garantire la neutralità del giudice e incentivare le parti a portare in giudizio solo pretese supportate da elementi concreti.

Onere dell'attore: i fatti costitutivi

Chi vuol far valere un diritto deve provare i fatti costitutivi: quelli che, secondo la norma sostanziale applicabile, fanno sorgere il diritto vantato (es. il perfezionamento di un contratto, il verificarsi del danno e il nesso causale). Se l'attore non riesce a fornire la prova anche di uno solo degli elementi costitutivi, la domanda viene rigettata indipendentemente dal comportamento probatorio della controparte.

Onere del convenuto: fatti estintivi, modificativi e impeditivi

Chi si difende deve provare i fatti estintivi (pagamento, prescrizione, remissione), modificativi (novazione parziale, proroga) o impeditivi (nullità, simulazione) su cui fonda la propria eccezione. La semplice contestazione generica non basta: chi eccepisce deve allegare e provare i fatti specifici posti a base della difesa.

Inversione dell'onere probatorio

Il principio generale può essere derogato da disposizioni legislative che prevedono una inversione. Esempi significativi: nella responsabilità contrattuale il creditore allega solo la fonte e l'inadempimento, mentre il debitore deve dimostrare di aver adempiuto o che l'inadempimento è dovuto a causa non imputabile; nella responsabilità del datore di lavoro per infortuni, il lavoratore prova il danno e il nesso causale mentre il datore deve dimostrare di aver adottato tutte le misure di sicurezza. Le presunzioni legali relative dispensano la parte favorita dalla prova diretta, ponendo a carico dell'altra l'onere della prova contraria.

Conseguenze processuali

L'art. 2697 c.c. opera anche come regola di giudizio: quando un fatto rimane non liquet all'esito dell'istruttoria, il giudice decide contro la parte gravata dall'onere di provarlo e inadempiente. Il giudice civile non può emettere pronunce di non liquet: deve sempre pronunciarsi nel merito. La violazione di questa norma da parte del giudice costituisce un vizio della sentenza denunciabile in sede di impugnazione.

Domande frequenti

Cosa succede se non riesco a provare ciò che affermo in giudizio?

Se non riesci a provare i fatti su cui basi la tua domanda, il giudice la rigetta. Quando un fatto rimane incerto, il giudice decide contro la parte che aveva l'onere di provarlo: non esistono "pareggi".

Chi deve provare il pagamento di un debito: il creditore o il debitore?

Il pagamento è un fatto estintivo del debito. Spetta al debitore provare di aver pagato, portando in giudizio la ricevuta o altra prova del pagamento.

Il giudice può cercare le prove da solo, senza che le parti gliele forniscano?

In linea generale, no. Il processo civile è governato dal principio dispositivo: le prove devono essere offerte dalle parti. Se una parte resta inerte sul piano probatorio, il giudice decide a suo sfavore applicando la regola dell'art. 2697.

Esistono casi in cui l'onere della prova si ribalta rispetto alla regola generale?

Sì. La legge prevede deroghe in molti settori: responsabilità contrattuale, responsabilità da prodotto difettoso, rapporti di lavoro, tutela del consumatore. In questi casi è la parte più forte o quella che ha causato il danno a dover dimostrare di aver agito correttamente.

La prova deve essere sempre documentale, oppure bastano i testimoni?

L'art. 2697 c.c. stabilisce chi deve provare, non come. I mezzi di prova dipendono dalle norme processuali. In assenza di limitazioni, sono ammesse prove documentali, testimoniali, presunzioni semplici e altri strumenti previsti dalla legge.

Schema dell'articolo

Chi deve provare cosa – Art. 2697 c.c.
ATTORE
Deve provare i fatti costitutivi:
  • Esistenza del contratto o titolo
  • Danno subito e nesso causale
  • Ogni elemento che fa nascere il diritto
Art. 2697, comma 1
CONVENUTO
Deve provare i fatti:
  • Estintivi (pagamento, prescrizione)
  • Modificativi (novazione, proroga)
  • Impeditivi (nullità, simulazione)
Art. 2697, comma 2
Se un fatto rimane incerto, il giudice decide contro la parte che aveva l'onere di provarlo e non vi ha adempiuto.
Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-06
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A cura di
Redazione Legge in Chiaro
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