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Se la tua impresa ha un credito IVA e ti chiedi quando puoi chiederne il rimborso nel 2026, la risposta breve è questa: il rimborso annuale è ammesso solo se il credito supera 2.582,28 euro e ricorre una delle causali dell’art. 30 del DPR 633/1972. Fino a 30.000 euro il rimborso è libero, senza visto né garanzia; oltre 30.000 euro serve il visto di conformità e, nei casi a rischio, anche una garanzia (fideiussione o polizza).
Questa guida spiega in modo concreto i presupposti, le soglie e i passaggi pratici, con una tabella decisionale per importo pensata per chi ha un credito IVA strutturale: esportatori, imprese edili, chi acquista beni strumentali.
Quando si può chiedere il rimborso del credito IVA
Il credito IVA annuale non è rimborsabile in modo automatico. L’art. 30, commi 2 e 3, del DPR 633/1972 ammette il rimborso solo se il credito è superiore a 2.582,28 euro e si verifica almeno una delle causali previste. Le principali sono:
- Acconti, Concordato, IVA e dichiarazioni: le date che contano nel 2026
- Aliquota media: l’aliquota media sulle operazioni attive è inferiore a quella sugli acquisti, con una maggiorazione del 10%. È il caso tipico di chi vende a IVA ridotta e compra a IVA ordinaria.
- Operazioni non imponibili superiori al 25% del totale delle operazioni. È la situazione classica degli esportatori e di chi effettua cessioni intracomunitarie.
- Acquisto di beni ammortizzabili: l’impresa che ha investito in beni strumentali genera un credito IVA su quegli acquisti.
- Prevalenza di operazioni non soggette per difetto del requisito di territorialità.
- Cessazione di attività: chi chiude l’attività può chiedere a rimborso il credito residuo.
Se non ricorre alcuna di queste causali, il credito non si perde: resta utilizzabile in compensazione o riportabile, ma non è rimborsabile come credito annuale.
La tabella decisionale per importo
Il percorso da seguire dipende dall’importo del rimborso richiesto. Questo è il cuore della decisione pratica.
| Importo del credito a rimborso | Serve il visto? | Serve la garanzia? | Cosa succede |
|---|---|---|---|
| Fino a 2.582,28 euro | – | – | Niente rimborso annuale: sotto questa soglia il credito non è rimborsabile (salvo cessazione attività). Resta la compensazione o il riporto. |
| Oltre 2.582,28 e fino a 30.000 euro | No | No | Rimborso libero: basta l’istanza nella dichiarazione, senza visto di conformità né garanzia. |
| Oltre 30.000 euro | Sì | Solo nei casi a rischio | Serve il visto di conformità e la dichiarazione sostitutiva di atto notorio sui requisiti patrimoniali. La garanzia scatta solo nelle situazioni a rischio. |
La soglia dei 30.000 euro va calcolata sull’importo richiesto a rimborso, non sull’intero credito IVA della dichiarazione.
Oltre 30.000 euro: il visto di conformità e la dichiarazione sostitutiva
Quando il rimborso supera i 30.000 euro, l’art. 38-bis, commi 3 e 4, del DPR 633/1972 richiede due elementi:
- Il visto di conformità apposto sulla dichiarazione (o, in alternativa nei casi previsti, la sottoscrizione dell’organo di controllo). È l’attestazione che certifica la corrispondenza dei dati alla documentazione contabile.
- Una dichiarazione sostitutiva di atto notorio con cui il contribuente attesta il possesso dei requisiti patrimoniali previsti dalla norma (ad esempio la solidità e la continuità dell’attività).
Con visto e dichiarazione sostitutiva, e in assenza di profili di rischio, il rimborso oltre 30.000 euro può essere ottenuto senza garanzia. La garanzia non è più la regola generale: è diventata l’eccezione riservata ai casi a rischio.
Quando serve la garanzia
La garanzia (fideiussione bancaria o polizza assicurativa), prevista dall’art. 38-bis, commi 4 e 5, resta obbligatoria oltre 30.000 euro nelle situazioni considerate a rischio. I casi principali sono:
- Soggetti che esercitano l’attività da meno di due anni, con esclusione delle start-up innovative.
- Cessazione di attività.
- Dichiarazione priva del visto di conformità (o della sottoscrizione dell’organo di controllo).
- Contribuenti che, nei due anni precedenti la richiesta, sono stati destinatari di avvisi (avvisi di accertamento o di rettifica) sopra determinate soglie.
Se rientri in uno di questi casi e chiedi più di 30.000 euro, la garanzia è richiesta a prescindere dal visto. Il costo della polizza fideiussoria non è un dato normativo fisso: dipende dall’importo garantito, dalla durata e dalla compagnia, quindi va sempre verificato in concreto.
Il rimborso prioritario entro 3 mesi
Per alcune categorie è previsto un rimborso prioritario, da erogare entro 3 mesi dalla presentazione della dichiarazione (art. 38-bis, comma 10). Le categorie ammesse sono individuate con appositi decreti ministeriali e comprendono, ad esempio, soggetti che effettuano operazioni in reverse charge, chi ha acquistato beni ammortizzabili e alcuni regimi specifici. L’elenco preciso delle categorie va verificato nel decreto applicabile, perché può essere aggiornato.
Inoltre, per i soggetti con un punteggio ISA elevato (contribuenti affidabili) sono previste agevolazioni che si traducono in un innalzamento delle soglie di esonero da visto e garanzia: in pratica, chi è affidabile può ottenere rimborsi più alti senza visto e senza garanzia rispetto alla soglia ordinaria di 30.000 euro. L’importo esatto di questa soglia agevolata non viene qui indicato come numero certo perché va verificato nelle disposizioni applicabili dell’anno di riferimento.
Esempio illustrativo (ipotesi)
Quanto segue è un esempio ipotetico, a scopo esclusivamente esplicativo.
Ipotizziamo un’impresa edile attiva da oltre due anni, mai destinataria di avvisi, che nel 2026 chiude la dichiarazione IVA con un credito di 45.000 euro a rimborso, maturato in larga parte per l’acquisto di beni ammortizzabili.
- Il credito supera 2.582,28 euro e ricorre una causale valida (beni ammortizzabili): il rimborso annuale è ammesso.
- L’importo supera 30.000 euro: serve il visto di conformità e la dichiarazione sostitutiva sui requisiti patrimoniali.
- L’impresa non rientra in alcun caso a rischio (attività ultrabiennale, nessun avviso, visto presente): la garanzia non è richiesta.
- Trattandosi di beni ammortizzabili, potrebbe rientrare tra le categorie del rimborso prioritario entro 3 mesi, da verificare in base al decreto applicabile.
Cambiando un solo dato il percorso cambia: se la stessa impresa fosse attiva da meno di due anni, oltre al visto sarebbe necessaria anche la garanzia.
Domande frequenti
Sotto i 2.582,28 euro posso comunque chiedere il rimborso?
No, non come rimborso del credito annuale: sotto questa soglia il credito non è rimborsabile in via ordinaria. Puoi però utilizzarlo in compensazione o riportarlo all’anno successivo. Fa eccezione il caso di cessazione dell’attività.
Fino a 30.000 euro serve davvero solo l’istanza?
Sì. Fino a 30.000 euro il rimborso è libero: non serve né il visto di conformità né la garanzia. È sufficiente presentare l’istanza con la dichiarazione, fermo restando che deve ricorrere una delle causali dell’art. 30.
Ho il visto: posso comunque dover prestare la garanzia?
Sì. Il visto esonera dalla garanzia solo se non ricorrono profili di rischio. Se ti trovi in uno dei casi a rischio (attività da meno di due anni, cessazione, avvisi nei due anni precedenti), oltre i 30.000 euro la garanzia resta dovuta anche con il visto.
Essere un soggetto ISA affidabile aiuta?
Sì. Per i contribuenti con punteggio ISA elevato sono previste soglie di esonero da visto e garanzia più alte rispetto a quella ordinaria, e l’accesso più agevole al rimborso prioritario. L’importo esatto della soglia agevolata va però verificato nelle disposizioni dell’anno di riferimento.
Serve un parere sul tuo caso concreto?
Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.