Stima orientativa. Aliquote e tetti possono variare per anno e tipo di intervento; verifica i requisiti (pagamento con bonifico parlante, comunicazioni). Riferimenti: art. 16-bis TUIR; DL 63/2013; L. 207/2024.
La detrazione per ristrutturazione edilizia consente di recuperare in dichiarazione una parte delle spese di recupero del patrimonio edilizio, ripartita in 10 quote annuali. Per il 2026 l’aliquota e’ del 36% sull’abitazione principale e del 30% sugli altri immobili, sul limite di spesa di 96.000 euro per unita’ immobiliare. Nel 2025 le aliquote erano piu’ alte (50% prima casa, 36% altri immobili).
Collegato a un intervento di ristrutturazione, il bonus mobili ed elettrodomestici spetta al 50% su un tetto di spesa dedicato, anch’esso ripartito in 10 anni. Per fruire delle detrazioni e’ necessario il pagamento con bonifico parlante e il rispetto degli adempimenti previsti.
Riferimenti: art. 16-bis TUIR; DL 63/2013; L. 207/2024.
Gli interventi di recupero del patrimonio edilizio danno diritto a una detrazione IRPEF disciplinata dall’art. 16-bis del TUIR. L’aliquota ordinaria a regime è del 36%, ma è stata elevata al 50% in via temporanea per le spese sostenute entro i limiti e le scadenze fissati dalle leggi di bilancio, su un tetto di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare.
La detrazione è ripartita in dieci quote annuali di pari importo. I pagamenti devono avvenire con bonifico parlante (causale, codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell’impresa) per consentire la ritenuta d’acconto e la tracciabilità. Rientrano manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e, per le parti comuni, anche la manutenzione ordinaria.
Su 30.000 euro di lavori agevolati al 50%: detrazione totale 15.000 euro, fruibile in 10 rate annuali da 1.500 euro.
Aliquote, tetti e scadenze variano nel tempo: verificare la normativa vigente.