Stima orientativa delle imposte d'atto. Non include l'onorario notarile, la tassa ipotecaria/bollo e l'eventuale imposta di bollo. Prima casa agevolata esclusa per gli immobili di lusso (cat. A/1, A/8, A/9). Riferimenti: art. 1 della Tariffa, Parte I, allegata al DPR 131/1986; D.Lgs. 23/2011; art. 1, comma 497, L. 266/2005 (prezzo-valore).
Quando compri casa paghi le cosiddette imposte d’atto. Se acquisti da un privato si pagano l’imposta di registro (2% sulla prima casa, 9% sulla seconda) piu’ imposta ipotecaria e catastale di 50€ ciascuna. Se acquisti da un’impresa con IVA si paga invece l’IVA (4% prima casa, 10% seconda, 22% lusso) e le tre imposte fisse di 200€ ciascuna. Inserisci i dati nel calcolatore qui sopra per una stima immediata.
Per l’acquisto di un’abitazione da un privato, l’acquirente puo’ chiedere al notaio di calcolare le imposte sul valore catastale dell’immobile (rendita catastale rivalutata del 5% e moltiplicata per 110 per la prima casa o 120 per la seconda) invece che sul prezzo pagato, di norma piu’ alto. E’ un’opzione molto conveniente, prevista dall’art. 1, comma 497, della L. 266/2005, che vale solo tra privati e per gli immobili abitativi.
L’aliquota ridotta sulla prima casa spetta se l’immobile non e’ di lusso (categorie catastali A/1, A/8, A/9), se l’acquirente trasferisce la residenza nel Comune entro 18 mesi e non possiede altra abitazione agevolata. Per gli immobili di lusso non si applica l’agevolazione, nemmeno se sono prima casa.
Riferimenti: art. 1 della Tariffa, Parte I, allegata al DPR 131/1986; D.Lgs. 23/2011; art. 1, comma 497, L. 266/2005.
L’imposta di registro sui trasferimenti immobiliari è disciplinata dal DPR 131/1986 (Testo Unico dell’imposta di registro). Nella compravendita tra privati di un immobile abitativo l’aliquota ordinaria è il 9%, ridotta al 2% in presenza dei requisiti prima casa. In entrambi i casi l’imposta non può essere inferiore a 1.000 euro.
Per gli acquisti di abitazioni da parte di persone fisiche si può applicare il meccanismo del prezzo-valore (art. 1, comma 497, L. 266/2005): l’imposta si calcola sul valore catastale (rendita rivalutata × coefficiente) anziché sul prezzo pattuito, spesso più conveniente. Il coefficiente è 110 per la prima casa e 120 per le altre abitazioni.
Con rendita catastale di 500 euro e requisiti prima casa: valore catastale = 500 × 1,05 × 110 = 57.750 euro; imposta di registro al 2% = 1.155 euro. Si aggiungono le imposte ipotecaria e catastale in misura fissa (50 euro ciascuna negli atti tra privati).
Le aliquote e i coefficienti possono variare: il calcolo è indicativo e non sostituisce la liquidazione notarile.