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Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Quando in un’attività lavorano stabilmente anche i familiari, la legge li tutela con l’impresa familiare: una figura che riconosce diritti economici e gestionali a chi collabora, anche senza un contratto. Ecco come funziona.

Cos’è l’impresa familiare

È l’impresa (di norma individuale) in cui collaborano in modo continuativo il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo (art. 230-bis c.c.). Tutela il lavoro familiare che altrimenti resterebbe senza riconoscimento. È una figura residuale: opera quando non c’è un diverso rapporto (lavoro subordinato, società).

Chi sono i familiari

Ai sensi dell’art. 230-bis, comma 3, sono familiari il coniuge, i parenti entro il terzo grado (figli, genitori, fratelli, nipoti, zii) e gli affini entro il secondo (suoceri, cognati). L’art. 230-ter tutela anche il convivente di fatto.

I diritti del familiare collaboratore

Il familiare che presta lavoro continuativo ha diritto (art. 230-bis, comma 1):

I diritti gestionali e la prelazione

Le decisioni su impiego degli utili, gestione straordinaria, indirizzi produttivi e cessazione dell’impresa sono adottate a maggioranza dei familiari che partecipano (art. 230-bis, comma 1). In caso di trasferimento dell’azienda o di divisione ereditaria, ai familiari spetta un diritto di prelazione (richiamo all’art. 732 c.c.).

Diritto Contenuto
Mantenimento Secondo la condizione patrimoniale della famiglia
Utili e incrementi In proporzione a quantità e qualità del lavoro
Gestione straordinaria Decisioni a maggioranza dei familiari
Prelazione Su trasferimento azienda / divisione ereditaria

La quota e la sua liquidazione

Il diritto di partecipazione è intrasferibile, salvo che a favore di altri familiari col consenso di tutti (art. 230-bis, comma 4). In caso di cessazione della collaborazione o di cessione dell’azienda, il familiare ha diritto alla liquidazione della propria quota in denaro.

Spunti pratici

Esempio pratico

In un negozio gestito come ditta individuale, la moglie e un figlio lavorano stabilmente senza contratto. Si configura l’impresa familiare (art. 230-bis): hanno diritto al mantenimento, agli utili e agli incrementi in proporzione al lavoro, e a partecipare alle decisioni straordinarie. Se l’attività viene venduta, hanno prelazione e diritto alla liquidazione della quota.

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Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

Domande frequenti

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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