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Ultimo aggiornamento: 19 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026

Il comma 767 della L. 199/2025 incrementa il Fondo per le non autosufficienze di 30 milioni di euro per il 2026 e di 27 milioni annui dal 2027, al fine di rideterminare gli importi delle prestazioni stabilite dal D.M. 19 novembre 2008. La misura è attesa da decreto interministeriale: fino all’emanazione, le prestazioni continuano negli importi attualmente vigenti.

Approfondimento normativo completo: Comma 767 LB 2026: rifinanziamento Fondo non autosufficienze 2026.

Fondo non autosufficienze 2026: rifinanziamento e attesa del decreto

Il Fondo per le non autosufficienze è lo strumento principale attraverso cui lo Stato finanzia gli interventi a sostegno delle persone anziane e disabili gravi che non sono in grado di compiere autonomamente gli atti essenziali della vita quotidiana. Le risorse sono destinate a servizi di assistenza domiciliare, voucher, contributi ai caregiver familiari e altre misure definite a livello nazionale e regionale.

Con il comma 767 della Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), il Fondo viene incrementato di 30 milioni di euro per l’anno 2026 e di 27 milioni di euro annui a decorrere dal 2027. L’obiettivo dichiarato dalla norma è la rideterminazione degli importi delle prestazioni di cui all’art. 1, comma 1, del decreto interministeriale del 19 novembre 2008, che fissa i valori delle misure finanziabili attraverso il Fondo.

La norma, tuttavia, è parzialmente in attesa di completamento: è necessario un decreto interministeriale (Ministero del lavoro, della salute e dell’economia) per la rideterminazione concreta degli importi delle prestazioni. Fino all’emanazione di tale decreto, le prestazioni continuano ad essere erogate negli importi attualmente vigenti. Non è possibile, allo stato, indicare con precisione le nuove somme che saranno riconosciute: occorre attendere il provvedimento attuativo.

Checklist: la persona non autosufficiente può accedere alle prestazioni del Fondo?

  • La persona è in condizione di non autosufficienza riconosciuta (valutazione multidimensionale del bisogno assistenziale).
  • È stato attivato un progetto assistenziale individualizzato presso i servizi sociali del Comune o dell’ASL competente.
  • Sono stati verificati i requisiti ISEE previsti per l’accesso alle misure finanziate dal Fondo non autosufficienze.
  • È stato monitorato se il decreto interministeriale di rideterminazione degli importi è stato emanato.
  • Ci si è informati presso il Comune o il distretto socio-sanitario sulle modalità di accesso agli interventi nella propria Regione.

Tizio: anziano con Alzheimer assistito da un badante

Scenario. Tizio ha 82 anni e soffre di Alzheimer in fase avanzata. La famiglia lo assiste con il supporto di una badante. Il nucleo familiare si rivolge ai servizi sociali per accedere agli interventi finanziati dal Fondo non autosufficienze.

Come si legge in pratica. Il Fondo non autosufficienze finanzia, tra le altre misure, interventi a sostegno di anziani con grave dipendenza. Il comma 767 incrementa le risorse disponibili ma non definisce direttamente l’importo spettante: questo dipenderà dal decreto interministeriale e dalla normativa regionale di attuazione. La famiglia di Tizio deve rivolgersi ai servizi sociali del Comune per la valutazione del bisogno e l’attivazione del progetto assistenziale.

Passaggi chiave per la famiglia di Tizio

  • Richiedere una valutazione multidimensionale del bisogno assistenziale presso l’ASL o il Comune.
  • Presentare domanda di accesso alle misure del Fondo non autosufficienze attraverso i servizi sociali.
  • Preparare la documentazione sanitaria (diagnosi, certificati di invalidità, verbale di non autosufficienza).
  • Verificare l’ISEE del nucleo familiare per accedere alle misure con soglie reddituali.
  • Monitorare l’emanazione del decreto interministeriale per conoscere gli importi aggiornati delle prestazioni.

Caia: disabile grave di 45 anni con necessità di assistenza domiciliare

Scenario. Caia ha 45 anni e una disabilità grave riconosciuta ai sensi della L. 104/1992, art. 3, comma 3. Vive da sola e ha bisogno di assistenza domiciliare per le attività quotidiane. Si chiede se il rifinanziamento del Fondo la riguarda.

Come si legge in pratica. Sì. Il Fondo non autosufficienze non è limitato agli anziani: riguarda tutte le persone non autosufficienti, incluse le persone con disabilità grave. L’incremento di 30 milioni nel 2026 è destinato, in generale, a sostenere le prestazioni previste dal D.M. 2008. Caia deve verificare con i servizi sociali del suo Comune le misure disponibili nella sua Regione e i requisiti specifici, in attesa del decreto attuativo.

Passaggi chiave per Caia

  • Verificare che la condizione di non autosufficienza sia formalmente certificata.
  • Contattare i servizi sociali del Comune per l’attivazione del progetto di vita e di assistenza.
  • Verificare l’accesso all’assistenza domiciliare integrata (ADI) tramite l’ASL di riferimento.
  • Controllare la propria posizione ISEE per accedere alle misure con soglie reddituali.
  • Seguire l’iter del decreto interministeriale per l’aggiornamento degli importi delle prestazioni.

Sempronio: figlio caregiver che assiste il genitore non autosufficiente

Scenario. Sempronio, 50 anni, assiste a tempo pieno la madre non autosufficiente. Ha ridotto il proprio orario lavorativo per farlo. Si chiede se esistono contributi o misure a suo favore finanziate dal Fondo non autosufficienze.

Come si legge in pratica. Il Fondo non autosufficienze prevede, tra le misure finanziabili, anche interventi a sostegno dei caregiver familiari e dei nuclei che assistono persone non autosufficienti a domicilio. Tuttavia, gli importi specifici e le modalità di accesso dipendono dalla normativa regionale e dal decreto interministeriale atteso. Sempronio dovrebbe rivolgersi ai servizi sociali per un’analisi complessiva delle misure disponibili nel suo territorio.

Passaggi chiave per Sempronio

  • Richiedere ai servizi sociali del Comune un’analisi delle misure disponibili per i caregiver familiari.
  • Verificare se la madre ha già una valutazione formale di non autosufficienza.
  • Informarsi sull’esistenza di contributi regionali per i caregiver familiari che integrano il Fondo nazionale.
  • Valutare la possibilità di accedere ai congedi retribuiti per assistenza previsti dalla L. 104/1992.
  • Monitorare l’emanazione del decreto interministeriale che definirà gli importi aggiornati delle prestazioni.

Quando conviene una verifica

L’accesso alle misure del Fondo non autosufficienze dipende dalla condizione individuale, dalla normativa regionale e dai decreti attuativi. Un esperto può orientarti tra le misure disponibili e assisterti nella presentazione della domanda. Consulta un esperto di diritto previdenziale e assistenziale.

Norme e fonti collegate

Domande frequenti

Gli importi delle prestazioni del Fondo non autosufficienze sono già stati aggiornati con la LB 2026?

No. Il comma 767 incrementa le risorse del Fondo ma subordina la rideterminazione degli importi all’emanazione di un decreto interministeriale (lavoro, salute, economia). Fino all’adozione di tale provvedimento, le prestazioni continuano a essere erogate negli importi attualmente vigenti. Questa pagina sarà aggiornata non appena il decreto verrà pubblicato.

Qual è la differenza tra il Fondo non autosufficienze e l'indennità di accompagnamento?

Sono due misure distinte. L’indennità di accompagnamento è una prestazione INPS erogata direttamente al titolare, indipendentemente dal reddito. Il Fondo non autosufficienze finanzia interventi più articolati (assistenza domiciliare, voucher, sostegno ai caregiver) gestiti dai Comuni e dalle Regioni, spesso con criteri ISEE. Le due misure possono coesistere.

Le Regioni hanno autonomia nell'utilizzo delle risorse del Fondo?

Sì. Le risorse del Fondo sono ripartite tra le Regioni, che le utilizzano nell’ambito dei propri piani assistenziali e in coerenza con i livelli essenziali delle prestazioni (LEP). Per questo motivo le misure disponibili, gli importi e le procedure di accesso possono variare significativamente da Regione a Regione.

Qual è la base giuridica del Fondo non autosufficienze?

Il Fondo è istituito dall’art. 1, comma 1187, della Legge n. 296 del 27 dicembre 2006 (Legge Finanziaria 2007). La sua base costituzionale è l’art. 38 della Costituzione (diritto al mantenimento per gli inabili) e l’art. 32 (tutela della salute). Il comma 767 della L. 199/2025 si innesta su questo quadro incrementando la dotazione del Fondo.

Il rifinanziamento del Fondo non autosufficienze riguarda anche il sostegno alla disabilità?

Sì. Il Fondo non autosufficienze non è limitato agli anziani: riguarda tutte le persone che, indipendentemente dall’età, non sono in grado di compiere autonomamente gli atti essenziali della vita quotidiana a causa di condizioni fisiche, psichiche o sensoriali. Le persone con disabilità grave possono quindi beneficiare delle misure finanziate, nel rispetto dei criteri stabiliti dalla normativa regionale.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

Domande frequenti

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-29
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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