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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 1090 c.c. Manutenzione del canale

In vigore

Nella servitù di presa o di condotta d’acqua, quando il titolo non dispone altrimenti, il proprietario del fondo servente può domandare che il canale sia mantenuto convenientemente spurgato e le sue sponde siano tenute in istato di buona manutenzione a spese del proprietario del fondo dominante.

In sintesi

  • Nella servitù di presa o condotta d'acqua, il proprietario del fondo servente può esigere che il canale sia mantenuto pulito e le sponde in buona manutenzione.
  • Le spese di manutenzione ordinaria e di spurgo gravano sul proprietario del fondo dominante.
  • La regola vale salvo diversa disposizione del titolo costitutivo della servitù.
  • La norma tutela il fondo servente dagli effetti negativi di un canale trascurato (allagamenti, erosione).
  • Si coordina con l'art. 1091 c.c. sugli obblighi del concedente e con il R.D. 1775/1933.

Commento all'art. 1090 c.c., Manutenzione del canale nella servitù di acque

L'art. 1090 c.c. risolve una delle questioni pratiche più frequenti nelle servitù di presa o condotta d'acqua: a chi spetta mantenere il canale in efficienza? La risposta del legislatore è chiara, salvo diversa pattuizione nel titolo, gli oneri manutentivi ricadono sul proprietario del fondo dominante, ossia colui che trae vantaggio dall'utilizzo dell'acqua.

Contenuto dell'obbligo manutentivo

L'obbligo comprende due elementi distinti: (a) lo spurgo del canale, ossia la rimozione periodica di sedimenti, fanghi e materiale vegetale che ostruiscono il deflusso; (b) la manutenzione delle sponde, volta a prevenire erosioni, cedimenti e allagamenti dei terreni adiacenti. La norma richiede che il canale sia tenuto «convenientemente» spurgato e le sponde in «buona manutenzione», espressioni che rinviano a uno standard oggettivo di diligenza ordinaria.

Tutela del fondo servente

La ratio è chiara: il proprietario del fondo servente subisce il passaggio del canale sul proprio terreno e non deve sopportare anche i danni derivanti da una gestione trascurata. Un canale otturato può causare allagamenti, ristagni, proliferazione di insetti e deterioramento del suolo. L'art. 1090 c.c. attribuisce al servente un diritto-pretesa azionabile in giudizio se il dominante non adempie.

Derogabilità del regime legale

Il titolo costitutivo può prevedere soluzioni diverse: oneri ripartiti tra le parti, obbligo manutentivo a carico del servente con indennizzo, o esclusione dello spurgo periodico in favore di altre modalità di gestione. La derogabilità è ampia, nel rispetto dei limiti generali delle servitù prediali.

Domande frequenti

Chi paga le spese di manutenzione del canale nella servitù di presa d'acqua?

Salvo diversa disposizione del titolo, le spese di spurgo del canale e di manutenzione delle sponde gravano sul proprietario del fondo dominante, che beneficia della servitù.

Cosa si intende per 'spurgo' del canale?

Lo spurgo consiste nella rimozione periodica di sedimenti, fanghi, detriti e vegetazione che si accumulano nel canale e ne ostruiscono il deflusso, garantendo la corretta portata dell'acqua.

Il fondo servente può agire in giudizio se il canale non viene manutenuto?

Sì. Il proprietario del fondo servente ha un diritto-pretesa azionabile: può chiedere al giudice di ordinare l'esecuzione dei lavori di manutenzione a spese del dominante, oltre al risarcimento dei danni eventualmente subiti.

Il titolo costitutivo può derogare all'art. 1090 c.c.?

Sì, la norma è dispositiva. Il titolo può attribuire gli oneri manutentivi al servente, ripartirli tra le parti o prevedere modalità alternative di gestione del canale.

Qual è la differenza tra manutenzione ordinaria e straordinaria nel contesto dell'art. 1090 c.c.?

L'art. 1090 c.c. riguarda la manutenzione ordinaria (spurghi periodici, consolidamento sponde). Le opere straordinarie di maggiore entità (rifacimento del canale, opere idrauliche rilevanti) sono disciplinate dall'art. 1091 c.c. sugli obblighi del concedente.

A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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