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Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Comma 784 Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) — Infrastrutture Trasporti

In vigore dal: In vigore dal 1° gennaio 2026.

⚠️ Norma in attesa di decreto attuativo. Il riparto delle risorse è rimesso al D.P.C.M. di cui all’art. 1, c. 402, L. 207/2024, da adottare secondo le procedure ivi previste. Fino all’emanazione del decreto, le risorse non possono essere ripartite ai soggetti attuatori. Questa pagina sarà aggiornata quando il decreto verrà pubblicato.

Testo coordinato

. All’ , sono apportate le seguenti modificazioni:articolo 1 della legge 30 dicembre 2023, n. 213 a) al comma 282, le parole: «con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, previa intesa in sede di Conferenza unificata ai sensi dell’ , da adottarearticolo 9, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,» sono sostituite dalle seguenti: «con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 1, comma 402, della legge 30 dicembre 2024, n. ,»;207 b) il comma 284 è sostituito dal seguente: «

284. Per le finalità di cui ai commi 282 e 283, è autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per l’anno 2027 e di 50 milioni di euro per l’anno 2028. Tali risorse contribuiscono alle medesime finalità di cui all’articolo 1, comma 403, ».della legge 30 dicembre 2024, n. 207

In sintesi

  • Modificato il comma 282 della L. 213/2023: il decreto interministeriale per il riparto delle risorse è sostituito dal D.P.C.M. di cui all’art. 1, c. 402, della L. 207/2024.
  • Sostituito il comma 284 della L. 213/2023: autorizzazione di spesa di 50 mln per il 2027 e 50 mln per il 2028, in concorso con le finalità dell’art. 1, c. 403, L. 207/2024.
  • Obiettivo: semplificare la governance del trasporto pubblico locale e regionale evitando un doppio binario di decreti.
  • Eliminato il termine dei 120 giorni per l’adozione del decreto interministeriale, che diventa obsoleto.
  • Coerenza con il quadro unitario del D.P.C.M. art. 1, c. 402, L. 207/2024 (legge di bilancio 2025).
Una norma di puro raccordo legislativo

Il comma 784 della Legge di Bilancio 2026 modifica due commi della L. 30 dicembre 2023, n. 213 (legge di bilancio 2024), in particolare i commi 282 e 284 dell’art. 1. Si tratta di una norma di stretto raccordo tecnico-legislativo, che non introduce nuovi istituti ma riallinea la legge di bilancio 2024 al quadro più recente definito dalla L. 30 dicembre 2024, n. 207 (legge di bilancio 2025).

La modifica del comma 282 L. 213/2023

Il comma 282 della L. 213/2023 prevedeva originariamente che il riparto delle risorse stanziate – destinate, secondo il quadro complessivo, al trasporto pubblico locale e regionale – avvenisse mediante un decreto interministeriale del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro per gli affari regionali, previa intesa in Conferenza unificata ai sensi dell’art. 9, c. 2, lett. b), del D.Lgs. 28 agosto 1997, n. 281, da adottare entro 120 giorni dall’entrata in vigore della L. 213/2023.

La modifica del comma 784 LB 2026 sostituisce l’intera procedura con un rinvio al D.P.C.M. previsto dall’art. 1, comma 402, della L. 30 dicembre 2024, n. 207. Il nuovo testo prevede in pratica che le risorse vengano ripartite con lo stesso strumento – un D.P.C.M. – già previsto dalla legge di bilancio 2025 per analoghe finalità. Si elimina così un doppio binario procedimentale che avrebbe potuto generare sovrapposizioni e ritardi.

La sostituzione del comma 284 L. 213/2023

Il comma 284 della L. 213/2023 viene integralmente sostituito. Il nuovo testo prevede un’autorizzazione di spesa di 50 milioni di euro per l’anno 2027 e di 50 milioni di euro per l’anno 2028 per le finalità di cui ai commi 282 e 283 della legge di bilancio 2024. Importante la precisazione finale: queste risorse «contribuiscono alle medesime finalità di cui all’articolo 1, comma 403, della legge 30 dicembre 2024, n. 207».

Il riferimento al comma 403 della LB 2025 chiarisce la convergenza funzionale tra le due fonti di finanziamento: il comma 284 modificato della L. 213/2023 e il comma 403 della L. 207/2024 alimentano lo stesso obiettivo. Avendo finalità comune, è ragionevole che siano ripartite con lo stesso strumento (il D.P.C.M. del comma 402).

Inquadramento nella governance del TPL

Il trasporto pubblico locale e regionale è finanziato da una pluralità di fonti: il Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale (art. 16-bis D.L. 6 luglio 2012, n. 95, convertito dalla L. 7 agosto 2012, n. 135), risorse europee, contributi regionali. Le recenti leggi di bilancio (2024 e 2025) hanno introdotto stanziamenti aggiuntivi per il rinnovo del parco mezzi, la digitalizzazione, l’efficientamento energetico delle flotte (in particolare bus elettrici e a idrogeno) e gli investimenti per le aree territoriali più svantaggiate.

Il D.P.C.M. del comma 402 LB 2025 è lo strumento che, a regime, ripartisce queste risorse aggiuntive. La modifica del comma 784 LB 2026 razionalizza il sistema: un solo D.P.C.M. per due fonti normative diverse ma funzionalmente connesse.

Effetti sull’adozione del provvedimento

L’eliminazione del termine dei 120 giorni previsto dal vecchio testo del comma 282 non significa che il D.P.C.M. possa essere ritardato indefinitamente: a regime, il D.P.C.M. del comma 402 LB 2025 segue le sue tempistiche, e i nuovi 100 milioni (50+50) si aggiungono alle risorse già ripartite. La scelta procedimentale è coerente con l’obiettivo di semplificazione e di razionalizzazione dell’azione amministrativa.

Impatto sui soggetti coinvolti

Per le Regioni e le aziende di TPL, l’effetto pratico del comma 784 è positivo: un solo decreto da monitorare per il quadro complessivo delle risorse statali aggiuntive. Le interlocuzioni con MIT, MEF e Conferenza unificata si concentrano su un unico atto. Per la Conferenza unificata e per la Conferenza Stato-Regioni, la modifica riduce il carico di lavoro evitando duplicazioni di intese sulla stessa materia. La certezza giuridica aumenta perché tutti i provvedimenti convergono in un atto unitario, riducendo il rischio di disallineamenti.

Domande frequenti

Cosa cambia in concreto con la modifica del comma 282 L. 213/2023?

Cambia lo strumento amministrativo con cui si ripartiscono le risorse stanziate. Nel testo originario della L. 213/2023 (legge di bilancio 2024), il riparto avveniva con un decreto interministeriale del MIT, di concerto con MEF e Ministro affari regionali, previa intesa in Conferenza unificata, da adottare entro 120 giorni. Il comma 784 LB 2026 sostituisce questo passaggio con il rinvio al D.P.C.M. previsto dall’art. 1, comma 402, della L. 207/2024 (legge di bilancio 2025), che già ripartisce risorse aventi finalità analoghe. Il risultato è un decreto unico, con uno strumento giuridico più alto nella gerarchia delle fonti amministrative (D.P.C.M. invece che decreto interministeriale), ma con minori passaggi e maggiore rapidità operativa.

Qual è il rapporto tra il comma 282 della L. 213/2023 e il comma 402 della L. 207/2024?

Si tratta di due commi di due leggi di bilancio diverse (2024 e 2025) che insistono sulla stessa materia: il finanziamento del trasporto pubblico locale e regionale. Il comma 282 L. 213/2023 stanzia risorse e prevedeva un proprio strumento di riparto; il comma 402 L. 207/2024 stanzia ulteriori risorse e prevede un proprio D.P.C.M. di riparto. Il comma 784 LB 2026 unifica i due strumenti, facendo confluire le risorse del comma 282 nel D.P.C.M. del comma 402. L’effetto pratico è di evitare un doppio binario amministrativo che avrebbe richiesto due procedimenti separati con la stessa platea di interlocutori (MIT, MEF, Regioni). La semplificazione rispetta integralmente la finalità sostanziale: le risorse continuano ad essere destinate agli stessi obiettivi.

Quanto vale lo stanziamento del comma 784?

Lo stanziamento è quantificato dal nuovo comma 284 della L. 213/2023 (come sostituito): 50 milioni di euro per l’anno 2027 e 50 milioni di euro per l’anno 2028, per un totale di 100 milioni nel biennio. Si tratta di risorse aggiuntive che si sommano a quelle già previste dal comma 402 L. 207/2024 (che ha sue proprie quantificazioni) e dalle altre fonti di finanziamento del trasporto pubblico locale (Fondo nazionale TPL, fondi europei, risorse regionali). L’orizzonte temporale specifico (2027-2028, non 2026) indica che si tratta di un’integrazione mirata, presumibilmente per coprire interventi di investimento già programmati ma che richiedono finanza ulteriore in quel biennio. Il riferimento finale al comma 403 L. 207/2024 conferma la convergenza funzionale degli stanziamenti.

Perché il legislatore ha scelto il D.P.C.M. invece del decreto interministeriale?

La scelta non è tecnica ma squisitamente politica e di governance. Il D.P.C.M. (Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri) è un atto di rango più alto nella gerarchia degli strumenti amministrativi statali rispetto al decreto interministeriale. Coinvolge direttamente la Presidenza del Consiglio nel processo decisionale, valorizza la dimensione di coordinamento orizzontale tra ministeri e accelera l’adozione perché concentra in capo a un’unica autorità la responsabilità del provvedimento. La legge di bilancio 2025 (L. 207/2024) aveva già scelto questo strumento per il comma 402; il comma 784 LB 2026 estende la stessa logica anche alle risorse della L. 213/2023, garantendo coerenza nei processi decisionali per materie analoghe.

Cosa devono fare le Regioni e le aziende di TPL?

Le Regioni e le aziende di trasporto pubblico locale, che sono i destinatari finali delle risorse, devono attendere l’emanazione del D.P.C.M. del comma 402 L. 207/2024 (eventualmente con le sue modifiche e integrazioni dovute al comma 784 LB 2026). Quel decreto ripartirà le risorse tra le Regioni secondo criteri di equità e di efficienza, in base a parametri da definire (popolazione servita, chilometraggio di rete, performance del servizio, condizioni territoriali). Ricevute le risorse, le Regioni le utilizzeranno per finanziare interventi di rinnovo del parco mezzi, digitalizzazione dei sistemi di bigliettazione, efficientamento energetico delle flotte. È opportuno monitorare le comunicazioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per conoscere l’effettivo cronoprogramma di emanazione del decreto e i criteri di ripartizione.

A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B., IRAP, Antiriciclaggio, CCII, TUE, Accertamento, Successioni). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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