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Art. 55 D.P.R. 380/2001 (TUE) – Edifici in muratura
In vigore dal 30/06/2003
64, art. 6, secondo comma) 1. Le costruzioni in muratura devono presentare adeguate caratteristiche di solidarietà fra gli elementi strutturali che le compongono, e di rigidezza complessiva secondo le indicazioni delle norme tecniche di cui all’articolo 83.
Avvertenza: il testo è pubblicato a fini informativi e divulgativi. Per casi specifici è sempre consigliato rivolgersi a un professionista abilitato.
In sintesi
L’art. 55 del Testo Unico Edilizia esprime in poche righe un principio tecnico fondamentale per gli edifici in muratura: la struttura deve comportarsi come un organismo unitario, dotato di solidarietà tra gli elementi e di rigidezza complessiva. La norma è il punto di raccordo tra la disciplina del TUE e la normativa tecnica specialistica (oggi NTC 2018), e ha funzione di quadro: l’obbligo di rispetto delle norme tecniche di cui all’art. 83 TUE è attuato dal capitolo 4.5 delle NTC 2018 e, per le verifiche sismiche, dal capitolo 7.8.
Il concetto di "solidarietà" tra elementi strutturali
Per solidarietà si intende la capacità degli elementi strutturali (pareti, solai, fondazioni, cordoli) di lavorare insieme, scambiandosi forze e mantenendo l’integrità del sistema anche in condizioni di carico critico. Una muratura solidale: ha pareti perfettamente ammorsate negli incroci (mai semplicemente accostate); è dotata di cordoli in cemento armato a livello dei solai che cingono l’edificio creando un tirante orizzontale; ha solai (latero-cementizi, in legno con cappa di calcestruzzo, ecc.) ben ancorati alle pareti tramite armature di collegamento; ha aperture (porte, finestre) coronate da architravi armati che non interrompono la continuità strutturale. La mancanza di solidarietà è la causa principale dei crolli sismici dei vecchi edifici in muratura: pareti che si separano, solai che sfilano dagli appoggi, ribaltamenti fuori piano.
Il concetto di "rigidezza complessiva"
La rigidezza complessiva è la capacità della struttura di opporsi alle deformazioni indotte dai carichi orizzontali (vento, sisma). Si ottiene attraverso: un opportuno rapporto tra sezioni resistenti delle pareti e dimensioni dell’edificio (la muratura è efficace se le pareti hanno spessore e lunghezza adeguati); la disposizione equilibrata delle pareti nelle due direzioni planimetriche (no edifici con pareti tutte parallele a una direzione, perché sarebbero inermi nell’altra); la rigidezza dei solai nel proprio piano (i solai "a piastra rigida" distribuiscono le azioni orizzontali sismiche tra le pareti); la regolarità in pianta e in elevazione (geometria simmetrica e altezze costanti dei piani).
Le NTC 2018 e la muratura
Il capitolo 4.5 delle NTC 2018 disciplina dettagliatamente la muratura ordinaria, armata e di pietrame. Stabilisce: i materiali ammessi (laterizi, blocchi di calcestruzzo, pietra, malte); le caratteristiche meccaniche (resistenza a compressione, taglio, flessione); i criteri di verifica agli stati limite (SLU per sicurezza, SLE per servizio); le regole di buona costruzione (spessori minimi, ammorsamenti, cordoli, dimensioni delle aperture). Il capitolo 7.8 introduce le verifiche sismiche specifiche per la muratura, con limiti dimensionali e criteri di analisi (lineare statica, lineare dinamica, non lineare). Per gli edifici esistenti il capitolo 8 prevede criteri di valutazione e di intervento (consolidamento, miglioramento, adeguamento sismico).
L’evoluzione: dalla muratura tradizionale alla muratura armata
La muratura italiana ha vissuto un’evoluzione significativa: dalla muratura semplice tradizionale (mattoni o pietra + malta), passando per la muratura armata (con barre verticali e orizzontali nei giunti o nei vuoti dei blocchi), fino alle moderne tecnologie di muratura armata in laterizio o in calcestruzzo. La muratura armata combina la resistenza compressionale della muratura con la duttilità dell’acciaio armatura, ottenendo prestazioni sismiche significativamente migliori. Le NTC 2018 dedicano sezioni specifiche alla muratura armata, ammettendo edifici fino a 4-5 piani anche in zona sismica 2.
Caso pratico, Tizio e la villa in muratura
Tizio progetta una villa monofamiliare a due piani in muratura tradizionale (laterizio forato 30 cm) in zona sismica 3. Per rispettare l’art. 55 TUE e le NTC 2018, l’ingegnere deve garantire: pareti in laterizio armato con ammorsamenti rinforzati negli incroci; cordoli in cemento armato a livello del primo solaio e della copertura, di altezza pari a 30 cm e armati con almeno 4 ferri longitudinali; solai latero-cementizi con caldana di 5 cm e armatura di ripartizione, ben ancorati alle pareti; aperture coronate da architravi armati e con dimensioni che non superino il 30% della lunghezza della parete; rispetto dei limiti di snellezza delle pareti (h/t < 12 in zona sismica 3). Il progetto sarà depositato presso l’ufficio sismico regionale ex art. 93 TUE, e l’autorizzazione sismica ex art. 94 sarà rilasciata previa verifica di conformità alle NTC 2018.
Coordinamento con la sanatoria di edifici esistenti
Per gli edifici esistenti in muratura, il principio di solidarietà e rigidezza complessiva resta valido ma è declinato in modo diverso. Gli interventi di adeguamento sismico (obbligatori in caso di ampliamenti significativi, cambi di destinazione d'uso a maggior sovraccarico) devono portare l’edificio al rispetto integrale delle NTC. Gli interventi di miglioramento sismico (volontari o necessari per riduzione del rischio) possono adottare livelli di sicurezza inferiori, purché documentati. Gli interventi locali (riparazioni, rinforzi puntuali) non richiedono valutazione globale dell’edificio. Il professionista deve scegliere il livello di intervento appropriato e documentarne il rispetto delle NTC, anche ai fini delle responsabilità professionali e dei benefici fiscali (Sismabonus).
Domande frequenti
Cosa significa "solidarietà" tra elementi strutturali in muratura?
Significa che pareti, solai, fondazioni e cordoli devono comportarsi come un organismo unitario, scambiandosi forze e mantenendo l’integrità del sistema anche sotto carichi critici. Un edificio in muratura solidale ha: pareti perfettamente ammorsate negli incroci, cordoli in cemento armato a livello dei solai che cingono l’edificio, solai ben ancorati alle pareti, aperture coronate da architravi armati. La mancanza di solidarietà è la causa principale dei crolli sismici dei vecchi edifici in muratura non rinforzati.
Quali norme tecniche disciplinano la muratura?
Le NTC 2018 (DM 17.1.2018), in particolare il capitolo 4.5 (Costruzioni in muratura) per le regole generali di progettazione e il capitolo 7.8 (Progettazione per azioni sismiche - costruzioni in muratura) per le verifiche sismiche. Per gli edifici esistenti rileva il capitolo 8 (Costruzioni esistenti) con i criteri per gli interventi di riparazione, miglioramento e adeguamento. La Circolare 7/2019 del CSLP fornisce le istruzioni applicative dettagliate. Tutto in attuazione del rinvio dell’art. 55 TUE all’art. 83 TUE.
Posso costruire in muratura in zona sismica?
Sì, le NTC 2018 ammettono la muratura ordinaria e armata in tutte le zone sismiche, con limiti dimensionali differenziati. In zone ad alta sismicità (zone 1 e 2) la muratura ordinaria è limitata a edifici di 2-3 piani, mentre la muratura armata può raggiungere 4-5 piani. La progettazione richiede il rispetto rigoroso delle regole di buona costruzione (cordoli, ammorsamenti, regolarità in pianta e in elevazione) e l’autorizzazione sismica preventiva ex art. 94 TUE prima dell’inizio dei lavori, salvo le deroghe per la zona 4 (territori a sismicità trascurabile).
Qual è la differenza tra muratura ordinaria e muratura armata?
La muratura ordinaria è composta da elementi resistenti (laterizi, blocchi, pietra) e malta, senza armature interne. La muratura armata aggiunge barre di acciaio verticali e orizzontali, alloggiate nei giunti o nei vuoti dei blocchi, che migliorano la resistenza a trazione e taglio. La muratura armata ha prestazioni sismiche significativamente superiori (ammette edifici più alti in zone sismiche, comportamento più duttile, minor rischio di crollo per ribaltamento). Costo costruttivo leggermente superiore, ma giustificato dalle prestazioni e dalle minori dimensioni richieste alle pareti.
Cosa devo fare se voglio modificare un edificio esistente in muratura?
Dipende dal tipo di intervento. Per interventi locali (riparazioni, rinforzi puntuali, sostituzione di travi) basta il rispetto delle NTC 2018 capitolo 8 con dichiarazione di regolare esecuzione del DL. Per interventi di miglioramento sismico (consolidamenti significativi che riducono il rischio senza raggiungere il livello di nuova costruzione) serve progetto strutturale, deposito sismico in zona sismica, autorizzazione sismica. Per interventi di adeguamento sismico (obbligatori in caso di ampliamenti significativi, cambi di destinazione a maggior sovraccarico) l’edificio deve essere portato al pieno rispetto delle NTC come nuova costruzione. Sono attive agevolazioni fiscali (Sismabonus, ex Superbonus 110%).