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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 701 c.p.p. – Garanzia giurisdizionale

In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

1. L’estradizione di un imputato o di un condannato all’estero non può essere concessa senza la decisione favorevole della Corte di Appello.

2. Tuttavia, non si fa luogo al giudizio della Corte di Appello quando l’imputato o il condannato all’estero acconsente all’estradizione richiesta (202 att.). L’eventuale consenso deve essere espresso alla presenza del difensore e di esso è fatta menzione nel verbale.

3. La decisione favorevole della Corte di Appello e il consenso della persona non rendono obbligatoria l’estradizione.

4. La competenza a decidere appartiene, nell’ordine, alla Corte di Appello nel cui distretto l’imputato o il condannato ha la residenza, la dimora o il domicilio nel momento in cui la domanda di estradizione perviene al Ministro di Grazia e Giustizia ovvero alla Corte di Appello che ha ordinato l’arresto provvisorio previsto dall’art. 715 o alla Corte di Appello il cui presidente ha provveduto alla convalida dell’arresto previsto dall’art. 716. Se la competenza non può essere determinata nei modi così indicati, è competente la Corte di Appello di Roma.

In sintesi

  • Decisione della Corte di Appello è obbligatoria per concedere l'estradizione, tranne se l'interessato consente
  • Il consenso deve essere espresso in presenza del difensore e verbalizzato formalmente
  • Competenza territoriale della Corte: distretto di residenza, dimora o domicilio dell'imputato, o Corte che ha ordinato l'arresto, o Corte di Roma se non determinabile
  • La sentenza favorevole della Corte non rende obbligatoria l'estradizione (decide il ministro)

L'estradizione richiede sentenza favorevole della Corte di Appello, salvo consenso dell'interessato, e competenza basata su residenza o arresto.

Ratio

La garanzia giurisdizionale rappresenta uno dei pilastri della protezione costituzionale nel procedimento di estradizione. Attribuire il controllo a un organo giudiziario indipendente (Corte di Appello) anziché a un organo esecutivo è conforme ai principi dello Stato di diritto e alle convenzioni internazionali. La norma tutela il diritto alla difesa e il diritto a un giudizio imparziale.

Analisi

Il primo comma stabilisce il principio generale: nessuna estradizione senza sentenza della Corte di Appello. Il secondo comma prevede deroga procedurale quando l'imputato/condannato consente liberamente all'estradizione, in tal caso si evita il giudizio (204-rito abbreviato). Il terzo comma chiarisce che la sentenza favorevole della Corte e il consenso non vincolano il ministro, che rimane libero di rifiutare. Il quarto comma disciplina la competenza territoriale con criterio primo basato su residenza/dimora/domicilio al momento della domanda, successivamente ordinanza di arresto provvisorio o arresto convalidato, e infine fallback a Roma.

Quando si applica

Ogni procedimento di estradizione deve seguire questa garanzia. Esempio: Tizio è ricercato dalla Germania e si trova in Lombardia; la domanda va alla Corte di Appello di Milano (competente per la Lombardia). Se Caio consente all'estradizione in forma solenne e verbalizzata, la Corte di Appello non decide nel merito, ma il ministro rimane libero di negare comunque l'estradizione per ragioni diplomatiche o di policy. Sempronio è arrestato a Roma: sebbene residente a Napoli, la Corte competente è quella di Roma (competente per l'arresto).

Connessioni

La disposizione rimanda agli artt. 699 (principio di specialità), 703 (accertamenti del procuratore generale), 704 (procedimento di Corte), 705 (condizioni per la decisione), e 706 (ricorso per cassazione). Costituzionalmente si collega ai diritti di difesa (art. 24 Cost.) e al giusto processo (art. 111 Cost.). A livello europeo, lo standard si allinea con il Mandato d'Arresto Europeo (2002/584/CE) che pure prevede garanzie giurisdizionali.

Domande frequenti

È sempre necessario il giudizio della Corte di Appello per l'estradizione?

No, se l'imputato o condannato consente all'estradizione in forma solenne, si evita il giudizio. Il consenso dev'essere espresso davanti al difensore e verbalizzato formalmente.

Se la Corte dice sì, l'estradizione è automatica?

No, la sentenza favorevole è necessaria ma non sufficiente. Il ministro di Grazia e Giustizia deve ancora decidere se concedere l'estradizione, e può negarla per ragioni diplomatiche o di policy estera.

Quale Corte di Appello è competente se ho residenze in più regioni?

La Corte competente è quella della circoscrizione in cui hai residenza, dimora o domicilio al momento della domanda. Se non determinabile, decide la Corte che ha ordinato l'arresto provvisorio o convalidato l'arresto. Se ancora incerta, la competenza spetta alla Corte d'Appello di Roma.

Posso presentare ricorso contro la sentenza della Corte di Appello?

Sì, chiunque (interessato, difensore, pubblico ministero, rappresentante dello Stato richiedente) può proporre ricorso per cassazione entro i termini di legge.

Se non consento all'estradizione, quali diritti ho?

Hai il diritto a un giudizio pieno davanti alla Corte di Appello con contraditorio, assistenza del difensore, esame della documentazione estera e pronuncia motivata. Puoi poi ricorrere in cassazione.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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