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Art. 217 c.p.c. – Custodia della scrittura e provvedimenti istruttori
In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)
Quando è chiesta la verificazione, il giudice istruttore dispone le cautele opportune per la custodia del documento, stabilisce il termine per il deposito in cancelleria delle scritture di comparazione, nomina, quando occorre, un consulente tecnico e provvede all’ammissione delle altre prove.
Nel determinare le scritture che debbono servire di comparazione, il giudice ammette, in mancanza di accordo delle parti, quelle la cui provenienza dalla persona che si afferma autrice della scrittura è riconosciuta oppure accertata per sentenza di giudice o per atto pubblico.
Avvertenza: il testo è pubblicato a fini informativi e divulgativi. Per casi specifici è sempre consigliato rivolgersi a un professionista abilitato.
In sintesi
Custodia del documento e poteri istruttori del giudice nel procedimento di verificazione della scrittura privata.
Ratio della norma
L'art. 217 c.p.c. presidia l'integrità probatoria del documento contestato durante il giudizio di verificazione. Il legislatore ha voluto evitare che il documento, oggetto stesso del contendere, possa essere alterato, disperso o comunque compromesso nelle more del procedimento. La norma attribuisce al giudice istruttore un fascio di poteri organizzativi e istruttori finalizzati a garantire sia la conservazione del reperto grafico sia la corretta acquisizione del materiale di raffronto.
Analisi del testo
La disposizione si articola in due parti distinte. La prima parte affida al giudice istruttore quattro poteri ordinati in sequenza logica: disporre le cautele di custodia, fissare il termine per il deposito delle scritture di comparazione, nominare il consulente tecnico d'ufficio e ammettere le ulteriori prove richieste dalle parti. La seconda parte disciplina la selezione delle scritture di comparazione in caso di disaccordo tra le parti, individuando tre categorie ammissibili: scritture la cui paternità è riconosciuta dall'asserito autore, accertata da sentenza passata in giudicato, o risultante da atto pubblico. Il richiamo al documento «la cui provenienza è riconosciuta» include tanto il riconoscimento esplicito quanto quello tacito.
Quando si applica
La norma trova applicazione ogni volta che una parte propone istanza di verificazione ai sensi degli artt. 214 ss. c.p.c., ossia quando la scrittura privata prodotta in giudizio viene disconosciuta dal soggetto contro cui è invocata. Il procedimento di cui all'art. 217 si attiva con la proposizione dell'istanza e si svolge parallelamente all'istruzione della causa principale, salvo che il giudice non ritenga opportuno sospenderne il corso. La norma si applica sia al procedimento di verificazione incidentale sia, in via analogica, a quello principale.
Connessioni con altre norme
L'art. 217 c.p.c. si inserisce nel sistema della verificazione delineato dagli artt. 214, 215 e 216 c.p.c. e va letto in coordinamento con l'art. 221 c.p.c., che regola l'onere della prova nell'esito del giudizio. Il ricorso al consulente tecnico grafico richiama le disposizioni generali sulla consulenza tecnica d'ufficio contenute negli artt. 61 ss. c.p.c. Sul versante sostanziale, la norma si collega all'art. 2702 c.c., che definisce l'efficacia probatoria della scrittura privata, e all'art. 2703 c.c. in tema di sottoscrizione autenticata.
Domande frequenti
Che cosa sono le scritture di comparazione nel procedimento di verificazione?
Sono documenti recanti la firma autentica o riconosciuta della persona indicata come autrice della scrittura contestata. Vengono utilizzati dal consulente tecnico grafico come campione di riferimento per confrontare i tratti grafici e accertare se la firma contestata sia autentica.
Il giudice può nominare il consulente tecnico d'ufficio d'ufficio anche senza richiesta delle parti?
Sì. L'art. 217 c.p.c. prevede che il giudice nomini il consulente tecnico «quando occorre», rimettendo alla sua valutazione discrezionale la necessità dell'ausilio tecnico. Nella pratica la nomina è quasi sempre disposta, data la complessità dell'analisi grafologica.
Cosa succede se le parti non si accordano sulle scritture di comparazione da utilizzare?
In caso di disaccordo, il giudice ammette solo le scritture la cui paternità risulti riconosciuta dalla controparte, accertata da una sentenza passata in giudicato oppure attestata da un atto pubblico, escludendo quelle di provenienza incerta o contestata.
Le cautele di custodia del documento possono comprendere il sequestro?
Le cautele previste dall'art. 217 c.p.c. hanno natura conservativa e non cautelare in senso stretto. Consistono tipicamente nel deposito dell'originale in cancelleria in busta sigillata. Il sequestro conservativo rimane disciplinato dagli artt. 670 ss. c.p.c. e presuppone i diversi requisiti del fumus e del periculum.
La verificazione incidentale sospende il processo principale?
Non automaticamente. Il giudice valuta caso per caso se la decisione sulla autenticità della scrittura sia pregiudiziale rispetto alla causa principale e, solo in tal caso, può disporre la sospensione del giudizio di merito in attesa dell'esito della verificazione.