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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 617 c.p.p. – Motivazione e deposito

In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

1. Conclusa la deliberazione, il presidente o il consigliere da lui designato redige la motivazione. Si osservano le disposizioni concernenti la sentenza nel giudizio di primo grado (544), in quanto applicabili (173 att.).

2. La sentenza, sottoscritta dal presidente e dall’estensore, è depositata in cancelleria non oltre il trentesimo giorno dalla deliberazione.

3. Qualora il presidente lo disponga, la Corte si riunisce in Camera di consiglio per la lettura e l’approvazione del testo della motivazione. Sulle proposte di rettifica, integrazione o cancellazione la Corte delibera senza formalità (174 att.).

In sintesi

  • Redazione della motivazione a cura del presidente o consigliere delegato
  • Deposito in cancelleria non oltre 30 giorni dalla deliberazione
  • Applicabili regole sulla motivazione del primo grado per analogia
  • Sottoscrizione da presidente e redattore (estensore)
  • Camera di consiglio per lettura e approvazione, con rettifiche in forma semplice

La motivazione della sentenza di cassazione è redatta dal presidente entro 30 giorni dalla deliberazione e depositata in cancelleria.

Ratio

L'articolo 617 disciplina la fase post-deliberazione della cassazione: la motivazione è il documento che spiega il ragionamento giuridico della Corte. Il regime attribuisce al presidente (figura ordinatrice) la responsabilità di curare la redazione entro termine breve (30 giorni), per assicurare tempestività della decisione. La sottoscrizione congiunta (presidente + estensore) garantisce responsabilità condivisa del contenuto.

Analisi

Il comma 1 prevede che conclusa la deliberazione il presidente o un consigliere da lui designato rediga la motivazione, osservando le disposizioni sulla motivazione delle sentenze di primo grado (art. 544) in quanto applicabili. Il comma 2 fissa il termine di deposito: 30 giorni dalla deliberazione. La motivazione è sottoscritta da presidente e estensore. Il comma 3 facoltizza il presidente a convocare la Corte in Camera di consiglio per lettura e approvazione del testo; eventuali proposte di rettifica, integrazione o cancellazione sono deliberate senza formalità procedurali (forma semplice, art. 174 att. n.d.r.).

Quando si applica

Ogni volta che la Corte di Cassazione delibera su un ricorso. Dopo la riunione camerale e il voto finale, il presidente nomina estensore e ordina redazione entro 30 giorni. Nel termine, la sentenza è depositata. Se necessarie correzioni (es., refusi, integrazioni minori), il presidente convoca Camera di consiglio e approva rettifiche. Solo dopo il deposito la sentenza diventa esecutiva e le parti ne sono notificate.

Connessioni

Rimandi: art. 544 (motivazione primo grado), art. 173-174 att. (procedure camerali), art. 522 (nullità per difetto di motivazione), art. 127 (procedure collegiali). Impatto sulla impugnabilità: motivazione difettosa è causa di ricorso straordinario per cassazione (art. 606, motivo g).

Domande frequenti

Chi redige la motivazione della sentenza di cassazione?

Il presidente della sezione, o un consigliere designato dal presidente (chiamato estensore). Entrambi sottoscrivono il documento: il presidente garantisce la supervisione, l'estensore la redazione tecnica.

Quanto tempo c'è per scrivere la motivazione dopo la deliberazione?

Non più di 30 giorni dalla deliberazione. Questo termine è perentorio: se scaduto senza deposito, la sentenza non è ancora esecutiva e le parti possono ricorrere per il ritardo stesso.

Se la motivazione ha errori o è incompleta, si può correggere?

Sì. Secondo il comma 3, il presidente può convocare la Corte in Camera di consiglio e proporre rettifiche, integrazioni o cancellazioni, che vengono approvate senza formalità procedurali. Non è necessaria una nuova deliberazione; è procedura semplice.

Se il ricorso è complesso, i 30 giorni bastano?

Il termine di 30 giorni è rigido per legge. Se complesso, il presidente può eventualmente richiedere proroga (sebbene la norma non la preveda esplicitamente), oppure coinvolgere più consiglieri nel lavoro di redazione; il risultato deve comunque essere depositato entro il limite.

La motivazione della cassazione deve rispettare lo stile del primo grado?

Sostanzialmente sì: il comma 1 rimanda alle disposizioni sulla motivazione del primo grado 'in quanto applicabili'. Questo significa motivazione logica, chiara e esauriente sulle questioni giuridiche sollevate, anche se con linguaggio più tecnico della sentenza di merito.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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