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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 415 c.p.p. – Reato commesso da persone ignote

In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

1. Quando è ignoto l’autore del reato il pubblico ministero, entro sei mesi dalla data della registrazione della notizia di reato, presenta al giudice richiesta di archiviazione ovvero di autorizzazione a proseguire le indagini.

2. Quando accoglie la richiesta di archiviazione ovvero di autorizzazione a proseguire le indagini, il giudice pronuncia decreto motivato e restituisce gli atti al pubblico ministero. Se ritiene che il reato sia da attribuire a persona già individuata ordina che il nome di questa sia iscritto nel registro delle notizie di reato.

3. Si osservano, in quanto applicabili, le altre disposizioni di cui al presente titolo.

4. Nell’ipotesi di cui all’articolo 107-bis delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie, la richiesta di archiviazione ed il decreto del giudice che accoglie la richiesta sono pronunciati cumulativamente con riferimento agli elenchi trasmessi dagli organi di polizia con l’eventuale indicazione delle denunce che il pubblico ministero o il giudice intendono escludere, rispettivamente, dalla richiesta o dal decreto.

In sintesi

  • Termine perentorio di 6 mesi dalla registrazione della notizia di reato
  • PM sceglie tra richiesta di archiviazione o autorizzazione a proseguire le indagini
  • Giudice pronuncia decreto motivato e può ordinare iscrizione se autore identificato successivamente
  • Procedimento per ignoti con regole accelerate in caso di denunce cumulative

Quando il reato è commesso da persone ignote, il PM chiede entro 6 mesi archiviazione o prosecuzione delle indagini.

Ratio

L'art. 415 c.p.p. affronta il tema dei reati cosiddetti 'senza volto': quando l'autore del reato non è noto, il procedimento rischia di rimanere sospeso indefinitamente. Per bilanciare il diritto della persona offesa al proseguimento delle indagini con l'esigenza di finitudine processuale, la legge impone un termine perentorio di 6 mesi entro il quale il PM deve decidere: archiviare definitivamente per impossibilità di prosecuzione, oppure chiedere al giudice di autorizzare il proseguimento per un ulteriore periodo.

Analisi

Il comma 1 fissa il termine a 6 mesi dalla registrazione della notizia di reato. Il comma 2 prevede che, accolta la richiesta di archiviazione o di proseguimento, il giudice emette decreto motivato. Se durante il proseguimento il PM individua successivamente l'autore, il giudice ordina che il nome sia iscritto nel registro delle notizie di reato (art. 335 c.p.p.), rendendo il procedimento ordinario. Il comma 4 introduce una procedura accelerata per reati denunciati in massa dagli organi di polizia, permettendo il cumulo e la gestione batch delle richieste.

Quando si applica

Ricorre per reati commessi da soggetti completamente sconosciuti: furti in abitazione, scippi, rapine notturne anonime, vandalismi, aggressioni con fuga. Il PM, trascorsi 6 mesi senza identificazione dell'autore, non può lasciare il fascicolo in sospeso. Deve decidere se le investigazioni hanno ragionevoli prospettive di successo (e chiedere proseguimento) oppure se ritenere il procedimento sterile (e chiedere archiviazione).

Connessioni

Artt. 408-412 c.p.p. (archiviazione e avocazione), art. 335 c.p.p. (iscrizione nel registro delle notizie di reato), art. 405 c.p.p. (termini ordinari), art. 107-bis norme di attuazione (procedura di massa per denunce cumulative). Correlato ai diritti della persona offesa (artt. 90-91 c.p.p.) e al principio di obbligatorietà dell'azione penale.

Domande frequenti

Il termine di 6 mesi può essere prorogato?

Sì, ma non automaticamente. Se il PM chiede l'autorizzazione a proseguire le indagini al giudice entro i 6 mesi (comma 1), il giudice può concedere una proroga. Tuttavia, questa proroga non è indefinita; il PM deve continuare a dimostrarsi diligente e fornire concrete prospettive identificative.

Cosa accade se il PM non decide entro i 6 mesi?

Il termine è perentorio. Scaduti i 6 mesi senza una richiesta del PM, il giudice per le indagini preliminari può avocare il fascicolo (art. 412 c.p.p.) o, a richiesta della parte offesa, ordinare comunque una chiusura delle indagini. L'inattività del PM costituisce violazione dei doveri di ufficio.

Se l'autore viene identificato dopo l'archiviazione, il procedimento ricomincia?

Sì, il giudice ordina che il nome dell'autore sia iscritto nel registro delle notizie di reato secondo l'art. 335 c.p.p. Il procedimento ricomincia da zero con i termini ordinari, ma potrà giovarsi delle indagini già compiute durante la fase per 'ignoti'.

Cosa si intende per 'persona ignota'?

Una persona dell'autore completamente sconosciuta: non ci sono fotografie, nomi, dati identificativi. Se invece il PM ha una descrizione parziale (un nome di battesimo, un soprannome) o sospetti fondati su un'identità specifica (pur senza prove forti), il procedimento non è più 'per ignoti' ma ordinario.

Il comma 4 (procedura di massa per denunce cumulative) come funziona?

Quando gli organi di polizia trasmettono numerose denunce di reati per ignoti in lotti (es. furti seriali), il PM e il giudice possono gestire cumulativamente le richieste di archiviazione, formando elenchi. Ciò accelera l'iter burocratico, ma non esonera il PM dal decidere caso per caso entro il termine di legge.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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