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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 325 c.p.p. – Ricorso per cassazione

In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

1. Contro le ordinanze emesse a norma degli artt. 322-bis e 324, il pubblico ministero, l’imputato e il suo difensore, la persona alla quale le cose sono state sequestrate e quella che avrebbe diritto alla loro restituzione possono proporre ricorso per cassazione per violazione di legge.

2. Entro il termine previsto dall’art. 324 comma 1, contro il decreto di sequestro emesso dal giudice può essere proposto direttamente ricorso per cassazione (569). La proposizione del ricorso rende inammissibile la richiesta di riesame.

3. Si applicano le disposizioni dell’art. 311 commi 3 e 4.

4. Il ricorso non sospende l’esecuzione della ordinanza (588).

In sintesi

  • Ricorso per cassazione ammesso contro ordinanze di sequestro preventivo (art. 322-bis) e contro ordinanze di riesame (art. 324)
  • Motivo: violazione di legge soltanto (non errori di valutazione fattuale)
  • Legittimati: PM, imputato, difensore, proprietario, chi ha diritto alla restituzione
  • Ricorso diretto cassazione contro decreto di sequestro entro 10 giorni, rende inammissibile la richiesta di riesame
  • Ricorso non sospende esecuzione della ordinanza (art. 588 c.p.p.)

Ricorso per cassazione contro ordinanze art. 322-bis e 324 per violazione legge. Entro 10 giorni da art. 324, ricorso diretto cassazione contro decreto sequestro, ricorso rende inammissibile riesame.

Ratio

L'articolo 325 c.p.p. prevede il ricorso per cassazione come ultimo rimedio giurisdizionale contro le decisioni in materia di sequestro preventivo e conservativo. A differenza del riesame (che è revisione completa nel merito davanti al tribunale), il ricorso per cassazione è limitato a questioni di diritto: la Cassazione valuta se il giudice ha violato o errato applicazione della legge, non se ha valutato male i fatti concreti. Ciò consente di correggere le decisioni affette da errori giuridici, garantendo uniformità della giurisprudenza.

Analisi

Il ricorso per cassazione è ammesso in due ipotesi: (1) contro ordinanze emesse ai sensi degli artt. 322-bis (appello contro sequestro preventivo) e 324 (riesame); (2) direttamente contro il decreto di sequestro emesso dal giudice durante le indagini preliminari, senza prima proporre richiesta di riesame. Nel secondo caso (ricorso diretto), la proposizione del ricorso rende inammissibile la richiesta di riesame (art. 325 comma 2), cioè il ricorrente deve scegliere: o ricorso in cassazione oppure riesame, non entrambi contemporaneamente. Il ricorso deve essere proposto entro 10 giorni (stesso termine del riesame) e deve indicare violazione di legge (errata interpretazione della norma, contrasto con giurisprudenza consolidata, violazione di principi costituzionali). La Cassazione decide se il ricorso è fondato e, in caso affermativo, annulla il provvedimento del giudice di merito, rinviando per rinnovo se necessario.

Quando si applica

Ricorso per cassazione si applica quando il ricorrente ritiene che il giudice ha commesso errore di diritto, non di valutazione fattuale. Esempi: il giudice ha erroneamente ritenuto applicabile art. 321 (sequestro preventivo) a una cosa non pertinente al reato, violando la legge; il giudice ha disapplicato una norma circa il privilegio del sequestro conservativo (art. 316 comma 4) in violazione esplicita della legge; il tribunale del riesame ha confermato il sequestro pur essendo mancanti i presupposti normativi, violando il diritto di difesa costituzionalmente garantito.

Connessioni

L'art. 325 c.p.p. si collega agli artt. 316-324 (sequestro conservativo e preventivo), 322-bis (appello), 588 (non sospensione esecuzione), 311 (disposizioni analoghe per ricorso cassazione su misure cautelari generiche). Rimanda ai principi della Cassazione quale giudice della legalità e del corretto esercizio della giurisdizione (artt. 606 ss. c.p.p. su motivi di ricorso cassazione).

Domande frequenti

Quali errori del giudice posso contestare in cassazione?

Solo errori di diritto (violazione o errata interpretazione della legge, contrasto con giurisprudenza, violazione di diritti costituzionali). Non puoi contestare la valutazione dei fatti: se il giudice ha creduto ai testimoni, non è errore di diritto.

Posso ricorrere in cassazione senza prima chiedere riesame?

Sì, ma solo entro 10 giorni dal sequestro e direttamente contro il decreto del giudice. Una volta proposto il ricorso cassazione, diventa inammissibile la richiesta di riesame. Se invece chiedi riesame, poi non puoi ricorrere cassazione contro il decreto originario, ma solo contro l'ordinanza del riesame.

Il ricorso per cassazione sospende il sequestro?

No. L'art. 588 c.p.p. dispone che ricorsi (incluso cassazione) non sospendono l'esecuzione del sequestro. Il bene rimane vincolato mentre aspetti la decisione della Cassazione, a meno che la Cassazione non ordini sospensione cautelare d'urgenza.

Quanto tempo impiega la Cassazione a decidere?

Non esiste termine fissato per legge. In media, 2-4 anni per decisione in camera di consiglio (Cassazione su sequestri è in camera, non in pubblica udienza). Il procedimento è lungo perché la Cassazione riceve molti ricorsi.

Se la Cassazione annulla, automaticamente il sequestro cessa?

L'annullamento della Cassazione non estingue automaticamente il sequestro. La Cassazione annulla il provvedimento del giudice di merito e rinvia il giudice per la rivisitazione. Se annulla senza rinvio, il sequestro cessa; altrimenti, il giudice rinviato deve decidere nuovamente secondo le direttive della Cassazione.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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