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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 128 c.p.p. – Deposito dei provvedimenti del giudice

In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

1. Salvo quanto disposto per i provvedimenti emessi nell’udienza preliminare (424) e nel dibattimento (544), gli originali dei provvedimenti del giudice sono depositati in cancelleria entro cinque giorni dalla deliberazione (3917). Quando si tratta di provvedimenti impugnabili (111 Cost.; 568), l’avviso di deposito contenente l’indicazione del dispositivo è comunicato al pubblico ministero e notificato a tutti coloro cui la legge attribuisce il diritto di impugnazione.

In sintesi

  • Gli originali dei provvedimenti giudiziali sono depositati in cancelleria entro cinque giorni dalla deliberazione
  • Per i provvedimenti impugnabili, l'avviso di deposito contiene il dispositivo
  • L'avviso è comunicato al PM e notificato a chi ha diritto di impugnazione
  • Eccezioni per i provvedimenti dell'udienza preliminare e del dibattimento, disciplinati in altri articoli

I provvedimenti del giudice penale sono depositati in cancelleria entro cinque giorni e comunicati al pubblico ministero.

Ratio

La disciplina del deposito dei provvedimenti garantisce la trasparenza del procedimento e il diritto di impugnazione. Il deposito tempestivo entro cinque giorni è fondamentale affinché le parti possano conoscere le ragioni della decisione (motivazione) e i termini per ricorrere. La comunicazione al PM e la notificazione agli interessati sono garanzie di diritto processuale essenziali.

Analisi

L'articolo prevede: (1) deposito degli originali dei provvedimenti in cancelleria entro cinque giorni dalla deliberazione; (2) per provvedimenti impugnabili, l'avviso di deposito deve contenere il dispositivo (la parte decisoria); (3) l'avviso è comunicato al pubblico ministero e notificato a tutti i soggetti cui la legge attribuisce diritto di impugnazione (imputato, PM, parte civile, etc.); (4) salvo deroghe specifiche per udienza preliminare e dibattimento. Questo sistema assicura conoscenza tempestiva e certezza dei diritti di ricorso.

Quando si applica

Si applica per tutti i provvedimenti del giudice al di fuori delle procedure dell'udienza preliminare (art. 424) e del dibattimento (art. 544) che hanno regimi specifici. Riguarda ordinanze, sentenze, decreti emessi nel corso del procedimento: ordinanze sulla libertà personale, sul sequestro, su questioni preliminari, sentenze di rinvio, etc.

Connessioni

Rimandi agli artt. 424 c.p.p. (udienza preliminare), 544 c.p.p. (dibattimento), 111 Cost. (diritti della difesa), 568 c.p.p. (impugnazioni), nonché alle disposizioni generali sulla comunicazione e notificazione (artt. 155-162 c.p.p.).

Domande frequenti

Entro quanto tempo dalla sentenza devo ricevere il deposito in cancelleria?

Il provvedimento (sentenza, ordinanza, decreto) deve essere depositato in cancelleria entro cinque giorni dalla deliberazione. Dopo il deposito, l'avviso deve essere comunicato/notificato alle parti con i termini di ricorso.

Cosa succede se il deposito avviene dopo i cinque giorni?

Il ritardo nel deposito non invalida il provvedimento ma rappresenta un'irregolarità amministrativa. Tuttavia, può influenzare il decorso dei termini per impugnazione, che generalmente iniziano dal deposito e notificazione.

A chi viene comunicato il deposito?

Il pubblico ministero riceve sempre comunicazione dell'avviso di deposito. La notificazione va a tutti i soggetti cui la legge attribuisce il diritto di impugnazione: imputato, difensore, parte civile, responsabile civile, etc.

L'avviso di deposito è una sentenza?

No, è un avviso formale che comunica il deposito e contiene il dispositivo (la parte decisoria) del provvedimento. È uno strumento per rendere noto il contenuto e avviare i termini di ricorso.

Se non ricevo l'avviso di deposito, posso ancora ricorrere?

Il termine per ricorrere decorre normalmente dal deposito e notificazione. Se non sei stato notificato, puoi sollevare eccezione di nulla notificatio davanti al giudice di cassazione, richiedendo una pronuncia nel merito anche tardiva.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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