Quanto resta in busta dello stipendio lordo? Inserisci la RAL (reddito annuo lordo) e scegli il numero di mensilità: il calcolatore stima i contributi INPS a carico del lavoratore, l’IRPEF con le detrazioni da lavoro dipendente e il netto annuo e mensile. È una stima indicativa: non comprende addizionali regionali e comunali, trattamento integrativo e voci specifiche del contratto. Per capire le singole voci vedi la guida su come leggere la busta paga.
Dal lordo al netto: come funziona il calcolo
Per passare dalla retribuzione lorda allo stipendio netto in busta paga occorre sottrarre due componenti principali: i contributi previdenziali a carico del lavoratore e le imposte sul reddito (IRPEF e addizionali regionale e comunale).
I passaggi del calcolo
- Contributi INPS: si sottrae dalla retribuzione lorda la quota a carico del lavoratore (per i dipendenti del settore privato, di norma il 9,19%), ottenendo l’imponibile fiscale.
- IRPEF lorda: si applicano all’imponibile gli scaglioni progressivi vigenti. Dal 2026 gli scaglioni sono: 23% fino a 28.000 euro, 33% oltre 28.000 e fino a 50.000 euro (era il 35% fino al 2025: la riduzione arriva dall’art. 1, comma 3, della L. 199/2025), 43% sulla parte eccedente 50.000 euro.
- Detrazioni: dall’IRPEF lorda si sottraggono le detrazioni per lavoro dipendente (art. 13 TUIR) ed eventuali detrazioni per familiari a carico, ottenendo l’IRPEF netta.
- Addizionali: si aggiungono le addizionali regionale e comunale, che variano in base al domicilio fiscale.
Esempio
Su una RAL di 30.000 euro, dopo contributi (circa 2.757 euro al 9,19%) si ottiene un imponibile di circa 27.243 euro; su questo si calcola l’IRPEF a scaglioni al netto delle detrazioni, da cui deriva il netto annuo, poi suddiviso nelle mensilità previste dal contratto.
Scaglioni, detrazioni e addizionali sono soggetti a modifiche normative annuali: il risultato è una stima indicativa e non sostituisce il cedolino.