Art. 84 D.P.R. 380/2001 (TUE) – Contenuto delle norme tecniche
In vigore dal 30/06/2003
febbraio 1974, n. 64, art. 4) 1. Le norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche di cui all’articolo 83, da adottare sulla base dei criteri generali indicati dagli articoli successivi e in funzione dei diversi gradi di sismicità, definiscono: a) l’altezza massima degli edifici in relazione al sistema costruttivo, al grado di sismicità della zona DPR 6.6.2001 n. 380 – Art. 85-88 68 ed alle larghezze stradali; b) le distanze minime consentite tra gli edifici e giunzioni tra edifici contigui; c) le azioni sismiche orizzontali e verticali da tenere in conto del dimensionamento degli elementi delle costruzioni e delle loro giunzioni; d) il dimensionamento e la verifica delle diverse parti delle costruzioni; e) le tipologie costruttive per le fondazioni e le parti in elevazione. 2. Le caratteristiche generali e le proprietà fisicomeccaniche dei terreni di fondazione, e cioè dei terreni costituenti il sottosuolo fino alla profondità alla quale le tensioni indotte dal manufatto assumano valori significativi ai fini delle deformazioni e della stabilità dei terreni medesimi, devono essere esaurientemente accertate. 3. Per le costruzioni su pendii gli accertamenti devono essere convenientemente estesi al di fuori del-l’area edificatoria per rilevare tutti i fattori occorrenti per valutare le condizioni di stabilità dei pendii medesimi. 4. Le norme tecniche di cui al comma 1 potranno stabilire l’entità degli accertamenti in funzione della morfologia e della natura dei terreni e del grado di sismicità.
In sintesi
L’art. 84 del D.P.R. 380/2001 definisce il contenuto delle norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche, indicando gli aspetti che il decreto interministeriale di cui all’art. 83 deve disciplinare. Si tratta di una disposizione di carattere programmatico, che individua le materie principali su cui intervengono le NTC 2018 (D.M. 17 gennaio 2018) e ne definisce il perimetro tematico. La norma è importante perché traccia i confini dell’autonomia tecnica del Ministero competente nell’emanazione delle NTC, fissando un elenco non esaustivo degli aspetti che devono essere obbligatoriamente regolati.
Gli aspetti tecnici disciplinati dalle norme: comma 1
Il primo comma elenca cinque categorie di aspetti che le norme tecniche devono regolare. La lett. a) richiede la definizione dell’altezza massima degli edifici in relazione al sistema costruttivo, al grado di sismicità della zona e alle larghezze stradali. Si tratta di un aspetto rilevante perché edifici più alti sono soggetti a forze sismiche più intense e richiedono progettazioni più sofisticate. La lett. b) impone la definizione delle distanze minime consentite tra gli edifici e delle giunzioni tra edifici contigui. Le distanze servono a evitare il fenomeno del «martellamento sismico», cioè l’urto reciproco tra edifici vicini durante un terremoto. Le giunzioni (o giunti tecnici) sono spazi vuoti tra edifici contigui che permettono il movimento autonomo di ciascuno.
Le azioni sismiche e il dimensionamento: lett. c) e d)
La lett. c) richiede la definizione delle azioni sismiche orizzontali e verticali da considerare nel dimensionamento degli elementi delle costruzioni e delle loro giunzioni. Le NTC 2018 utilizzano un approccio basato su spettri di risposta elastici e di progetto, calibrati in funzione della pericolosità sismica del sito (parametri ag, F0, Tc*) e dello stato limite di riferimento. Le azioni sismiche di progetto sono significativamente diverse dai valori di riferimento utilizzati nelle precedenti NTC 2008 o nelle ancora più datate norme precedenti, e richiedono attenzione nel ricalcolo di edifici esistenti. La lett. d) riguarda il dimensionamento e la verifica delle diverse parti delle costruzioni, ambito ampiamente sviluppato dalle NTC 2018 con metodi sia agli stati limite (più moderni) che alle tensioni ammissibili (residuali, per casi particolari).
Le tipologie costruttive: lett. e)
La lett. e) richiede la definizione delle tipologie costruttive per le fondazioni e per le parti in elevazione. Le NTC 2018 disciplinano in modo dettagliato le tipologie ammesse e i relativi metodi di calcolo: fondazioni superficiali (plinti, travi, platee), fondazioni profonde (pali, micropali, jet grouting), strutture in muratura (ordinaria, armata, confinata), strutture in calcestruzzo armato (ordinario, precompresso), strutture in acciaio, strutture in legno, strutture miste. La scelta della tipologia dipende da molti fattori: caratteristiche geotecniche del sito, classe sismica, dimensioni e destinazione dell’edificio, vincoli architettonici. Per ogni tipologia, le NTC 2018 prescrivono metodi di calcolo specifici, dettagli costruttivi minimi, controlli sui materiali.
Le caratteristiche geotecniche: comma 2
Il secondo comma impone l’accertamento esauriente delle caratteristiche generali e delle proprietà fisicomeccaniche dei terreni di fondazione, fino alla profondità in cui le tensioni indotte dal manufatto assumono valori significativi per le deformazioni e la stabilità. Si tratta di un obbligo essenziale, perché la sicurezza statica delle fondazioni dipende in modo cruciale dalle caratteristiche del terreno sottostante. Le NTC 2018 disciplinano in dettaglio i tipi di indagine geotecnica (sondaggi, prove penetrometriche, prove di laboratorio, indagini geofisiche), il numero minimo di prove in funzione dell’importanza dell’opera, l’elaborazione e l’interpretazione dei risultati. La relazione geologica e la relazione geotecnica sono documenti obbligatori del progetto, redatti rispettivamente dal geologo e dall’ingegnere strutturista.
Le costruzioni su pendii: comma 3
Il terzo comma stabilisce un obbligo specifico per le costruzioni su pendii: gli accertamenti devono essere convenientemente estesi al di fuori dell’area edificatoria per rilevare tutti i fattori utili a valutare le condizioni di stabilità del pendio. Si tratta di una previsione di grande rilievo pratico, dato l’elevato numero di edifici italiani realizzati in pendio. Le NTC 2018 hanno sviluppato l’aspetto introducendo verifiche di stabilità globale del versante (analisi all’equilibrio limite, analisi numeriche), valutazioni di rischio idrogeologico (scivolamenti, frane, colate), considerazioni sull’effetto del sisma sulla stabilità del pendio. Per gli edifici esistenti su pendii, le verifiche devono comprendere anche l’evoluzione storica del versante e gli eventuali dissesti già verificatisi. La mancanza di adeguate indagini geotecniche è una causa frequente di crolli e di crisi strutturali in zone montane o collinari.
Casi pratici
Tizio è proprietario di un terreno in pendio nel Comune di Caio, classificato in zona sismica 2. Vuole edificare una villetta unifamiliare di due piani fuori terra. L’ingegnere Sempronio progetta l’opera affidando preliminarmente un’indagine geotecnica al geologo Mevio. Mevio esegue: sondaggi geognostici fino a 15 m di profondità (oltre la zona di influenza delle fondazioni); prove penetrometriche dinamiche; rilievo geomorfologico esteso al versante per valutare la stabilità; prove di laboratorio sui campioni prelevati. Sulla base della relazione geologica e della relazione geotecnica, Sempronio dimensiona le fondazioni (in questo caso, una platea armata, considerata l’eterogeneità del terreno) e verifica la stabilità del pendio in condizioni statiche e sismiche. Il progetto strutturale è depositato al Genio Civile ex art. 93. Senza queste indagini, il progetto sarebbe carente e tecnicamente non difendibile, con elevati rischi di crisi strutturale.
L’evoluzione delle norme tecniche
Le NTC 2018 rappresentano l’evoluzione di una lunga storia di norme tecniche italiane, partita dalla L. 64/1974 e proseguita con il D.M. 1996, le NTC 2005, le NTC 2008. Ogni aggiornamento ha portato avanzamenti significativi: dall’approccio alle tensioni ammissibili (NTC pre-2005) all’approccio agli stati limite (dal 2005 in poi); dalla classificazione sismica a zone (OPCM 3274/2003) alla pericolosità sismica continua; dall’approccio prescrittivo a quello prestazionale (sempre più sviluppato nelle NTC 2018). La Circolare 7/2019 costituisce documento fondamentale per l’applicazione pratica delle NTC 2018, offrendo chiarimenti, esempi e indicazioni operative. Per il professionista, il continuo aggiornamento normativo richiede formazione permanente e attenzione alle novità.
Profili pratici e operativi
Per ogni intervento edilizio in zona sismica, il professionista deve seguire un iter rigoroso: studio della pericolosità sismica del sito; affidamento di adeguate indagini geologiche e geotecniche; redazione del progetto strutturale conforme alle NTC 2018, con scelta motivata della tipologia costruttiva; verifica del dimensionamento di tutti gli elementi strutturali (fondazioni, pilastri, travi, solai, scale, controventi); valutazione della stabilità globale dell’opera; cura dei dettagli costruttivi (armature, ancoraggi, giunti, dispositivi sismici). La relazione di calcolo deve essere completa, riproducibile e verificabile. Per gli edifici di particolare complessità o importanza strategica (categoria d'uso IV delle NTC: ospedali, scuole, edifici per la protezione civile), si applicano standard di progettazione ancora più rigorosi.
Domande frequenti
Cosa significa «altezza massima degli edifici in zona sismica»?
Le NTC 2018 definiscono limiti di altezza per alcune tipologie costruttive in zona sismica, in funzione della classe sismica e del sistema strutturale. Per le costruzioni in muratura ordinaria, ad esempio, sono previsti limiti di altezza più stringenti nelle zone a maggior rischio (zone 1 e 2). Per le costruzioni in c.a. o in acciaio, le limitazioni sono meno rigide perché le tipologie sono intrinsecamente più adatte a resistere alle azioni sismiche. I regolamenti edilizi comunali possono fissare limiti di altezza ulteriori per ragioni urbanistiche, ma non possono essere meno rigorosi delle NTC. È sempre essenziale verificare le specifiche prescrizioni applicabili al proprio caso.
Cosa sono i giunti tecnici tra edifici contigui?
I giunti tecnici (o giunti sismici) sono spazi vuoti tra edifici contigui o tra parti di uno stesso edificio, dimensionati per consentire il movimento autonomo di ciascuna parte durante un sisma. Senza giunti, gli edifici contigui possono urtarsi reciprocamente (fenomeno del «martellamento sismico»), con danni anche gravi. Le NTC 2018 fissano le formule per il calcolo della larghezza minima del giunto, in funzione delle altezze degli edifici, dei loro periodi propri di oscillazione, della classe sismica e degli spostamenti attesi. Per edifici alti in zona sismica elevata, i giunti possono essere significativi (anche oltre 10 cm). I giunti devono essere mantenuti liberi (senza riempimenti rigidi) e periodicamente verificati per assicurarne la funzionalità.
L’indagine geotecnica è sempre necessaria?
Sì, in zona sismica l’indagine geotecnica è praticamente sempre necessaria. Le NTC 2018 richiedono un livello di indagine commisurato all’importanza dell’opera (categoria d'uso) e alle caratteristiche del sito. Per opere di importanza limitata (es. piccole abitazioni unifamiliari in zone con buone caratteristiche geotecniche note), può essere accettabile un’indagine semplificata basata su sondaggi penetrometrici e dati pregressi. Per opere significative o in siti con caratteristiche geotecniche difficili (terreni eterogenei, falde acquifere superficiali, pendii), sono richieste indagini approfondite (sondaggi geognostici, prove di laboratorio, prove sismiche). La relazione geologica del geologo abilitato e la relazione geotecnica dello strutturista sono documenti obbligatori del progetto.
Per le costruzioni su pendii servono indagini speciali?
Sì: il comma 3 dell’art. 84 impone che gli accertamenti geotecnici si estendano al di fuori dell’area edificatoria per valutare la stabilità del pendio. Le NTC 2018 dettagliano gli aspetti: rilievo geomorfologico esteso, individuazione di eventuali frane storiche, prove sismiche per la classificazione del sito, verifiche di stabilità globale in condizioni statiche e sismiche. Le verifiche devono considerare anche l’effetto delle costruzioni sull’equilibrio del pendio (carichi aggiuntivi, scavi, drenaggi). La presenza di un pendio instabile può richiedere interventi di consolidamento (paratie, gradonature, drenaggi profondi) prima dell’edificazione. La giurisprudenza è severa nei confronti di progettazioni superficiali su pendii: i crolli di edifici per cedimenti del pendio sono spesso oggetto di processi penali per disastro colposo.
Le NTC 2018 si possono applicare anche agli interventi su edifici esistenti?
Sì: le NTC 2018 dedicano un intero capitolo (capitolo 8) agli interventi su costruzioni esistenti, distinguendo tra adeguamento, miglioramento e riparazione locale. L’adeguamento richiede il pieno raggiungimento dei livelli di sicurezza richiesti per nuove costruzioni; è obbligatorio in casi specifici (sopraelevazione, ampliamento sostanziale, modifica destinazione d'uso con incremento dei carichi, ristrutturazione strutturale rilevante). Il miglioramento richiede un incremento del livello di sicurezza esistente, anche senza raggiungere il pieno adeguamento; è la modalità più frequente per gli edifici esistenti, soprattutto storici. La riparazione locale interessa singoli elementi, senza incidere sul comportamento globale. Per ogni tipologia, sono richiesti studi specifici e relazioni tecniche dettagliate.