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Ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 535 c.p.p. – Condanna alle spese

In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

1. La sentenza di condanna pone a carico del condannato il pagamento delle spese processuali relative ai reati cui la condanna si riferisce (691).

2. I condannati per lo stesso reato o per reati connessi (12) sono obbligati in solido al pagamento delle spese. I condannati in uno stesso giudizio per reati non connessi sono obbligati in solido alle sole spese comuni relative ai reati per i quali è stata pronunciata condanna.

3. Sono poste a carico del condannato le spese di mantenimento durante la custodia cautelare, a norma dell’art. 692.

4. Qualora il giudice non abbia provveduto circa le spese, la sentenza è rettificata a norma dell’art. 130.

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In sintesi

  • Il condannato deve pagare tutte le spese di procedimento (udientore, cancelleria, periti, interpreti, etc.).
  • Se più condannati per lo stesso reato, sono obbligati in solido (ciascuno può essere chiesto di pagare tutto).
  • Le spese di custodia cautelare sono a carico del condannato secondo l'art. 692.
  • Se il giudice non pronuncia sulle spese, la sentenza può essere rettificata entro 30 giorni.

La sentenza di condanna pone a carico del condannato il pagamento delle spese processuali del procedimento relativo ai reati per cui è condannato.

Ratio

L'articolo disciplina l'allocazione dei costi di procedimento: colui che è condannato perché ha commesso il reato deve sopportare i costi che lo Stato ha dovuto sostenere per processarlo. È una conseguenza naturale della condanna e rappresenta un principio di corretta distribuzione dei costi di funzionamento della giustizia penale. La norma esclude il pagamento da parte dello Stato (contribuente vittima, indirettamente) e lo impone al responsabile.

Analisi

Il comma 1 stabilisce che le spese di procedimento (onorari difensore d'ufficio, cancelleria, perizie, sommozzatori per indagini, traduttori, esperti forensi, etc.) sono a carico del condannato. Tali spese sono documentate nel fascicolo processuale e liquidate dal giudice, normalmente nel dispositivo. Il comma 2 introduce la solidarietà: se Tizio e Caio sono condannati per lo stesso furto, entrambi sono obbligati in solido, meaning the Stato può riscuotere da uno o da entrambi fino al totale delle spese. Se condannati per reati non connessi (stesso processo ma crimini diversi), sono obbligati in solido solo alle spese comuni del procedimento (cancelleria), non alle spese relative al singolo reato. Il comma 3 estende all'art. 692 il principio: il condannato paga anche il mantenimento durante la custodia cautelare. Il comma 4 è una salvaguardia: se il giudice omette di pronunciarsi sulle spese, la sentenza è rettificabile entro 30 giorni (art. 130).

Quando si applica

Obbligatoriamente in ogni sentenza di condanna. Il giudice deve sempre pronunciarsi sulle spese nel dispositivo, indicando l'importo totale e come è suddiviso se ci sono più condannati. È frequente nei procedimenti lunghi e complessi (criminalità organizzata, frodi bancarie, omicidi) dove le spese sono consistenti. Nel caso di assoluzione o proscioglimento, è il Pubblico Ministero che sopporta le spese (art. 540 c.p.p.).

Connessioni

L'articolo si raccorda con gli artt. 691-692 c.p.p. (liquidazione delle spese di procedimento), 612-624 c.p.p. (impugnazioni sulla corretta liquidazione delle spese), 130 c.p.p. (rettifica della sentenza), 12 c.p.p. (nozione di reati connessi), 89 c.p.p. (costituzione parte civile e responsabilità da sentenza), e il Titolo XVI c.p.p. (sentenza e effetti civili). Implica iscrizione nel bilancio della Corte e comunicazione dell'importo all'Ufficio di Esecuzione per la riscossione.

Domande frequenti

Se sono assolto, devo pagare le spese di procedimento?

No. L'art. 540 c.p.p. prevede che se assolto o se il reato non è provato, è lo Stato a sopportare le spese. Se è il Pubblico Ministero che ha proposto accusa infondata, può condannarlo alle spese.

Se sono condannato insieme ad altri, siamo tutti obbligati a pagare tutte le spese?

Sì, se siete condannati per lo stesso reato o reati connessi. Siete obbligati in solido: lo Stato può chiedere tutto a uno di voi, oppure una parte a uno e una parte all'altro. Conta solo che paghi il totale.

Come vengono calculate le spese di procedimento?

Il giudice somma tutti i costi sostenuti: onorari difensore d'ufficio, perizie, traduttori, cancelleria, etc. Sono documenti nel fascicolo. Il giudice liquida l'importo nel dispositivo della sentenza, specificandone la composizione.

Se non posso pagare le spese, cosa succede?

Puoi chiedere i benefici dei poveri (gratuito patrocinio civile) se il tuo reddito è basso. Altrimenti, se non paghi, scatta l'esecuzione forzata: pignoramento presso creditori, cartelle esattoriali, etc. Le spese non si cancellano.

Posso impugnare la sentenza se non sono d'accordo sulla liquidazione delle spese?

Sì, puoi contestare solo la liquidazione delle spese con ricorso specifico (artt. 612-624 c.p.p.) oppure insieme all'appello. Se le spese sono state calcolate male, il giudice le rettifica (art. 130).

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
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