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Ultimo aggiornamento: 11 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 1073 c.c. Estinzione per prescrizione

In vigore

La servitù si estingue per prescrizione quando non se ne usa per venti anni. Il termine decorre dal giorno in cui si è cessato di esercitarla; ma, se si tratta di servitù negativa o di servitù per il cui esercizio non è necessario il fatto dell’uomo, il termine decorre dal giorno in cui si è verificato un fatto che ne ha impedito l’esercizio. Nelle servitù che si esercitano a intervalli, il termine decorre dal giorno in cui la servitù si sarebbe potuta esercitare e non ne fu ripreso l’esercizio. Agli effetti dell’estinzione si computa anche il tempo per il quale la servitù non fu esercitata dai precedenti titolari. Se il fondo dominante appartiene a più persone in comune, l’uso della servitù fatto da una di esse impedisce l’estinzione riguardo a tutte. La sospensione o l’interruzione della prescrizione a vantaggio di uno dei comproprietari giova anche agli altri.

Contenuto elaborato con il supporto di sistemi di intelligenza artificiale e revisionato dalla Redazione di La Legge in Chiaro sotto la responsabilità editoriale del Dott. Andrea Marton, Tax Advisor — Consulente Fiscale. Fonti verificate: Normattiva, Italgiure, Corte Costituzionale, Agenzia delle Entrate.

In sintesi

  • La servitu si estingue per non uso ventennale (prescrizione estintiva).
  • Il termine decorre dall'ultimo atto di esercizio, o dal giorno in cui un fatto ne ha impedito l'esercizio (servitu negativa).
  • Per servitu esercitate a intervalli il termine parte dal giorno in cui avrebbe potuto essere ripresa.
  • Il non uso dei precedenti titolari si computa ai fini dell'estinzione.
  • In caso di comproprietà del fondo dominante, l'uso da parte di un comproprietario impedisce l'estinzione per tutti.

Commento all'art. 1073 c.c. — Estinzione della servitu per prescrizione

L'art. 1073 c.c. disciplina uno dei principali modi di estinzione delle servitu prediali: la prescrizione estintiva per non uso. Il fondamento è lo stesso della prescrizione ordinaria ex art. 2934 c.c., ma con un termine speciale di venti anni, coerente con la natura reale e tendenzialmente stabile del diritto.

Decorrenza del termine

La norma distingue tre ipotesi di decorrenza:

  1. Servitu positive (es. passaggio, acquedotto): il termine decorre dall'ultimo giorno di effettivo esercizio. Il proprietario del fondo servente deve quindi provare che per venti anni consecutivi il fondo dominante non ha usufruito della servitu.
  2. Servitu negative o senza fatto dell'uomo (es. non costruire oltre una certa altezza): il termine decorre dal giorno in cui si è verificato un fatto contrario che avrebbe dovuto essere impedito. Ad esempio, quando il proprietario del fondo servente ha iniziato a costruire in violazione dell'obbligo.
  3. Servitu esercitate a intervalli (es. pascolo stagionale, irrigazione periodica): il termine decorre dal giorno in cui la servitu avrebbe potuto essere ripresa e non lo è stata, non dall'ultimo atto di esercizio effettivo.

Computo del non uso

Ai fini dell'estinzione si sommano i periodi di non uso di tutti i precedenti titolari del fondo dominante, in applicazione dell'accessione del possesso propria dei diritti reali. Questa regola rispecchia la continuita del diritto reale indipendentemente dai mutamenti soggettivi.

Comproprietà del fondo dominante

Se il fondo dominante appartiene a più comproprietari, l'uso da parte di uno solo è sufficiente a conservare la servitu per tutti. Analogamente, la sospensione o l'interruzione della prescrizione a vantaggio di un comproprietario si estende automaticamente agli altri, in deroga al principio generale di personalità della prescrizione. Si tratta di un'applicazione dell'indivisibilità delle servitu prediali.

Coordinamento sistematico

L'art. 1073 va letto in combinato disposto con l'art. 1074 c.c. (l'impossibilità di fatto non sospende il termine, salvo che integri un fatto ex comma 2) e con l'art. 1076 c.c. (l'esercizio in tempo diverso da quello previsto non interrompe la prescrizione). Il rimedio per il titolare del fondo dominante che voglia far valere la servitu è l'azione confessoria ex art. 1079 c.c., esperibile entro il ventennio.

Domande frequenti

Quanto dura il termine per l'estinzione della servitu per non uso?

Venti anni di ininterrotto non esercizio, come stabilisce l'art. 1073 c.c., in linea con il termine ordinario di prescrizione dei diritti reali ex art. 2934 c.c.

Da quando decorre il termine di prescrizione per una servitu negativa?

Dal giorno in cui si è verificato un fatto contrario all'obbligo di astensione, cioè dal momento in cui il proprietario del fondo servente ha compiuto l'atto che la servitu avrebbe dovuto impedire.

Se uno dei comproprietari del fondo dominante esercita la servitu, gli altri perdono il diritto?

No. L'uso da parte di anche un solo comproprietario impedisce l'estinzione per prescrizione nei confronti di tutti i comproprietari del fondo dominante (art. 1073, ult. comma, c.c.).

Il non uso del precedente proprietario conta ai fini dell'estinzione?

Si. L'art. 1073 c.c. prevede espressamente che si computi anche il tempo per cui la servitu non fu esercitata dai precedenti titolari, in analogia con l'accessione del possesso.

Quale azione puo esperire il titolare del fondo dominante per recuperare l'esercizio della servitu?

L'azione confessoria ex art. 1079 c.c., che mira al riconoscimento del diritto di servitu e alla cessazione delle turbative, esercitabile finche la prescrizione ventennale non si è compiuta.

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Redazione Legge in Chiaro
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