Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloAbrogato

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 265 c.p.p. – Spese relative al sequestro penale

Articolo abrogato dal d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115

[Abrogato]

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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In sintesi

  • Lo Stato anticipate le spese di conservazione e custodia dei beni sequestrati
  • La Repubblica ha diritto di recupero preferenziale sulle somme e valori sequestrati
  • Il recupero è prioritario rispetto a ogni altro creditore
Indice dei contenuti

Lo Stato anticipa le spese di custodia dei beni sequestrati nel procedimento penale, con diritto di recupero sui valori sequestrati.

Ratio

La norma disciplina l'aspetto economico del sequestro penale, garantendo che i costi necessari per custodire e conservare i beni sequestrati non rimangono a carico di soggetti privati. Lo Stato, quale ente responsabile del procedimento penale, sostiene anticipatamente queste spese, creando però un meccanismo di recupero che tutela le finanze pubbliche.

Analisi

L'articolo 265 stabilisce due principi cardine: primo, l'anticipazione statale delle spese di conservazione e custodia; secondo, il diritto di recupero preferenziale dell'erario sulle somme e valori indicati nell'articolo 264 (dove sono specificate le categorie di beni sequestrabili). Il recupero beneficia di un privilegio rispetto a ogni altro creditore, garantendo alla Repubblica una posizione privilegiata nel caso di azioni esecutive.

Quando si applica

La norma si applica in ogni procedimento penale in cui sia stato disposto un sequestro di beni. Trovano applicazione tutte le volte che il bene sequestrato debba rimanere in custodia per il tempo necessario alle indagini preliminari, al dibattimento e agli eventuali gradi di appello. Esempi concreti: sequestro di denaro contante, di immobili, di veicoli, di documentazione cartacea o digitale utilizzate come mezzo di commissione del reato.

Connessioni

L'articolo 265 deve leggersi congiuntamente all'articolo 264 c.p.p., che definisce i beni sequestrabili, e all'articolo 263 c.p.p., che disciplina la procedura di sequestro. Correlato anche l'articolo 253 c.p.p. sulla confisca, che rappresenta la fase conclusiva del procedimento penale rispetto al bene sequestrato. Nel codice penale, vedasi l'articolo 240 c.p., che specifica quando la confisca è obbligatoria o discrezionale.

Casi pratici

Caso 1: Tizio viene fermato per detenzione di stupefacenti

La polizia giudiziaria sequestra il denaro contante trovato in suo possesso (5.000 euro) quale mezzo della commissione del reato. Lo Stato sostiene le spese di custodia della somma presso una banca o presso la struttura di deposito giudiziario. Concluso il procedimento con condanna, l'erario ha diritto di recuperare queste spese dalla somma sequestrata, prima di qualunque altro creditore di Tizio.

Caso 2: Caio è indagato per truffa aggravata

Viene sequestrato il suo immobile, utilizzato come base logistica per la commissione dei reati. Durante il procedimento, che dura tre anni, lo Stato sostiene costi di vigilanza, manutenzione basilare e conservazione dell'immobile. Anche se successivamente Caio ottiene un pronunciamento favorevole, le spese sostenute non vanno restituite, dal momento che il sequestro era legittimamente disposto al momento della adozione della misura.

Domande frequenti

Chi paga le spese di custodia dei beni sequestrati?

Lo Stato (Repubblica italiana) anticipate le spese di conservazione e custodia dei beni sequestrati nel procedimento penale, mediante i suoi uffici competenti e le strutture adibite.

Lo Stato può recuperare le spese anticipate?

Sì, la Repubblica italiana ha il diritto di recupero preferenziale sulle somme e valori sequestrati. Tale diritto è privilegiato rispetto a qualunque altro creditore.

Quando il diritto di recupero dello Stato si esercita?

Il recupero avviene quando il procedimento è concluso e i beni sequestrati rimangono in disponibilità della Repubblica (per confisca o altre disposizioni finali). Il diritto di recupero è esercitabile anche prima della confisca, nel caso di disponibilità di somme liquide.

Il diritto di recupero vale anche per beni immobili?

Il diritto di recupero preferenziale è specificamente previsto per somme e valori (denaro, titoli, crediti), come esplicitato nel testo. Per gli immobili, il recupero è più complesso e generalmente passa attraverso procedure di esproprio.

Se il sequestro viene revocato, lo Stato restituisce le spese?

No, le spese anticipate dallo Stato non sono restituite nemmeno se il sequestro viene successivamente revocato o se l'imputato è assolto, perché lo Stato ha agito nell'interesse dell'amministrazione della giustizia.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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