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Ultimo aggiornamento: 13 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 46 Cost. — Titolo III: rapporti economici

In vigore dal 1° gennaio 1948

Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende.

In sintesi

  • L'art. 46 tutela la partecipazione dei lavoratori alla gestione aziendale come diritto costituzionale.
  • Il diritto è esercitabile nei modi e nei limiti fissati dalla legge ordinaria, non è direttamente applicabile.
  • La norma mira all'elevazione economica e sociale del lavoro, in equilibrio con le esigenze produttive.
  • Rimasto in larga parte inattuato: mancano leggi organiche sulla cogestione sul modello tedesco.

L'art. 46 Cost. riconosce ai lavoratori il diritto di partecipare alla gestione delle aziende, nei modi stabiliti dalla legge.

Significato e collocazione nel testo costituzionale

L'articolo 46 della Costituzione italiana si inserisce nel Titolo III dedicato ai rapporti economici ed è in vigore dal 1° gennaio 1948. Esso riconosce ai lavoratori il diritto di collaborare alla gestione delle aziende, ponendosi come norma programmatica che demanda al legislatore ordinario il compito di definire modalità e limiti concreti di tale partecipazione. La disposizione va letta in combinato con gli articoli 1, 4 e 35 Cost., che valorizzano il lavoro come fondamento della Repubblica e come oggetto di tutela da parte dello Stato.

La partecipazione dei lavoratori: contenuto e limiti

La norma delinea un diritto non immediatamente azionabile davanti al giudice, bensì condizionato all'intervento del legislatore. Il riferimento alla «armonia con le esigenze della produzione» evidenzia il bilanciamento tra l'interesse dei lavoratori e quello delle imprese: la partecipazione non può pregiudicare l'efficienza produttiva. In dottrina si distingue tra partecipazione gestionale (presenza negli organi decisionali), partecipazione organizzativa (coinvolgimento nella organizzazione del lavoro) e partecipazione economica (compartecipazione agli utili). L'art. 46 riguarda principalmente la prima forma.

L'inattuazione e il dibattito attuale

Nonostante siano trascorsi oltre settant'anni dall'entrata in vigore della Costituzione, l'art. 46 è rimasto in larga parte lettera morta: il Parlamento non ha mai approvato una legge generale sulla cogestione, a differenza di quanto avvenuto in Germania con il Mitbestimmungsgesetz. Alcune forme parziali di partecipazione si trovano nello Statuto dei lavoratori (L. 300/1970), nei contratti collettivi nazionali e in alcune leggi di settore. Il dibattito sulla partecipazione aziendale è periodicamente ripreso in proposte di legge mai approvate in via definitiva, rendendo l'art. 46 uno degli esempi più citati di norma costituzionale programmatica rimasta inattuata.

Rilevanza pratica oggi

Pur in assenza di una legge attuativa generale, il principio dell'art. 46 orienta l'interpretazione delle norme sui diritti di informazione e consultazione sindacale (D.Lgs. 25/2007, recepimento della direttiva europea) e delle disposizioni sui comitati aziendali europei (D.Lgs. 113/2012). Alcune grandi imprese hanno introdotto su base volontaria o contrattuale forme di partecipazione agli utili e presenza di rappresentanti dei lavoratori in organismi consultivi, avvicinandosi allo spirito dell'articolo senza però attuarne compiutamente il dettato.

Domande frequenti

Cosa dice esattamente l'articolo 46 della Costituzione italiana?

L'art. 46 Cost. stabilisce che la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare alla gestione delle aziende, nei modi e nei limiti fissati dalla legge, al fine di elevare economicamente e socialmente il lavoro in armonia con le esigenze della produzione.

L'articolo 46 è direttamente applicabile o serve una legge?

È una norma programmatica: non è direttamente applicabile. Occorre una legge ordinaria che stabilisca modalità e limiti concreti. In Italia tale legge generale non è mai stata approvata, rendendo il diritto in gran parte inattuato.

Esistono già forme di partecipazione dei lavoratori previste dalla legge?

Sì, in forma parziale: il D.Lgs. 25/2007 garantisce diritti di informazione e consultazione sindacale, il D.Lgs. 113/2012 disciplina i comitati aziendali europei, e molti CCNL prevedono forme di partecipazione organizzativa ed economica.

Qual è la differenza tra l'art. 46 Cost. e la cogestione tedesca?

La cogestione tedesca (Mitbestimmung) è attuata da una legge specifica che impone la presenza di rappresentanti dei lavoratori nei consigli di sorveglianza delle grandi imprese. In Italia l'art. 46 pone lo stesso principio ma, in assenza di una legge attuativa equivalente, rimane per lo più inapplicato.

Un lavoratore può citare l'art. 46 Cost. davanti al giudice per ottenere un posto nel CdA?

No. Trattandosi di norma programmatica priva di legge attuativa generale, il singolo lavoratore non può azionare direttamente in giudizio il diritto alla partecipazione gestionale. Può invece far valere i diritti di informazione e consultazione già garantiti da norme specifiche.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-08
Fonti consultate: 1 fonte verificate
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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