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Calcolatore Costo Dipendente per l'Azienda

Versione dati: 13 maggio 2026

Costo aziendale annuo
Come è costruito il calcolo e fonti
Contributi datoreAliquota di settore × retribuzione imponibile. I preset sono indicativi (IVS 23,81% + NASpI 1,61% + CUAF, malattia, maternità, fondo garanzia TFR e ammortizzatori variabili per settore e dimensione): l'aliquota esatta è nel cassetto previdenziale INPS dell'azienda.
TFRQuota annua = retribuzione utile / 13,5 (7,41%), ridotta del contributo dello 0,50% ex art. 3 L. 297/1982 già compreso nell'aliquota IVS datore: accantonamento netto ≈ 6,91%. Per gli apprendisti la quota è piena (7,41%): lo 0,50% non si applica.
INAILRetribuzioni × tasso della voce di tariffa (‰) + addizionale 1% ex art. 181 T.U. 1124/1965. Indicativo: 4-6‰ per il personale d'ufficio, medie di gestione più alte per industria e artigianato. Il tasso esatto è nelle basi di calcolo della propria PAT.
Tempo determinatoAddizionale NASpI dell'1,40% sulla retribuzione imponibile (esclusi i casi di esenzione, es. sostituzione).
ApprendistatoDatore 11,61% (3,11% primo anno e 4,61% secondo per aziende fino a 9 dipendenti); benefici mantenuti 12 mesi dopo la conferma.
Cosa non c'èWelfare, buoni pasto, premi, straordinari, formazione obbligatoria, costi amministrativi; eventuali esoneri contributivi (bonus giovani/donne LB2026, decontribuzione Sud PMI) e la maxi-deduzione fiscale del 120% per le nuove assunzioni (vigente 2025-2027) che riduce le imposte, non il costo.

Stima orientativa del costo del lavoro. Le aliquote effettive dipendono da CCNL applicato, inquadramento, dimensione aziendale, gestione INPS e voce di tariffa INAIL della singola azienda: per assunzioni reali serve il conteggio del consulente del lavoro sul CCNL specifico. I minimi retributivi vanno letti nelle tabelle ufficiali del contratto collettivo.

Quanto costa davvero un dipendente

La RAL è solo il punto di partenza: il costo che l’azienda sostiene è in genere tra il 135% e il 145% della retribuzione lorda. Sopra la RAL si sommano tre voci: i contributi INPS a carico del datore (indicativamente il 28-32%, con l’IVS al 23,81% come componente principale più NASpI, CUAF, malattia, maternità e ammortizzatori che variano per settore e dimensione), la quota TFR e il premio INAIL della voce di tariffa applicata.

Sul TFR c’è un dettaglio tecnico che evita di contare due volte lo stesso costo: la quota annua è la retribuzione utile divisa per 13,5 (7,41%), ma il contributo dello 0,50% previsto dall’art. 3 della L. 297/1982 — già compreso nell’aliquota IVS a carico del datore — si detrae dalla quota TFR, che scende così a circa il 6,91%. Fa eccezione l’apprendista: niente 0,50%, quota TFR piena, ma contributi datore ridotti all’11,61% (ancora meno nei primi due anni per le aziende fino a 9 dipendenti).

Esempio. Alfa Srl (commercio) assume Tizio con RAL 30.000 €: contributi ~29,4% = 8.820 €, TFR ≈ 2.072 €, INAIL (5‰ + addizionale 1%) ≈ 152 €. Costo azienda ≈ 41.044 €, ossia il 137% della RAL. Se il contratto è a termine si aggiunge l’addizionale NASpI dell’1,40%; se Tizio fosse apprendista il costo scenderebbe a circa 35.857 €.

Il calcolo non considera welfare, buoni pasto e straordinari, né gli esoneri (bonus giovani e donne della LB2026, decontribuzione Sud PMI) e la maxi-deduzione del 120% per le nuove assunzioni a tempo indeterminato (vigente 2025-2027): quest’ultima riduce le imposte, non il costo del lavoro. Per un’assunzione reale il conteggio puntuale sul CCNL spetta al consulente del lavoro.