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Ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 559 c.p.p. – Dibattimento

In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

1. Il dibattimento si svolge secondo le norme stabilite per il procedimento davanti al tribunale in composizione collegiale, in quanto applicabili.

2. Anche fuori dei casi previsti dall’articolo 140, il verbale di udienza è redatto soltanto in forma riassuntiva se le parti vi consentono e il giudice non ritiene necessaria la redazione in forma integrale.

3. L’esame diretto e il controesame dei testimoni, dei periti, dei consulenti tecnici, delle persone indicate nell’articolo 210 e delle parti private sono svolti dal pubblico ministero e dai difensori. Su concorde richiesta delle parti, l’esame può essere condotto direttamente dal giudice sulla base delle domande e contestazioni proposte dal pubblico ministero e dai difensori.

4. In caso di impedimento del giudice, la sentenza è sottoscritta dal presidente del tribunale previa menzione della causa della sostituzione.

Contenuto elaborato con il supporto di sistemi di intelligenza artificiale e revisionato dalla Redazione di La Legge in Chiaro sotto la responsabilità editoriale del Dott. Andrea Marton, Tax Advisor — Consulente Fiscale. Fonti verificate: Normattiva, Italgiure, Corte Costituzionale, Agenzia delle Entrate.

In sintesi

  • Il dibattimento nel direttissimo applica le norme del procedimento ordinario davanti al tribunale collegiale
  • Le parti (PM e difensori) condividono pienamente l'esame di testimoni e periti sulla base di domande concordate
  • Su consenso unanime il verbale può essere redatto in forma riassuntiva anziché integrale
  • In caso di impedimento del giudice, la sentenza è sottoscritta dal presidente del tribunale

Il dibattimento nel giudizio direttissimo segue le norme del procedimento ordinario con esami diretti dai difensori.

Ratio

L'art. 559 estende al giudizio direttissimo il modello processuale ordinario del tribunale collegiale, mantenendo le stesse garanzie di contraddittorio e di giusto processo. Questo assicura che, benché accelerato, il giudizio non perda in equità e struttura legale. La possibilità di riassunto verbale riflette la necessità pratica di non appesantire ulteriormente un processo già rapido.

Analisi

Il comma 1 rimanda integralmente alle norme sul procedimento ordinario davanti al tribunale. Il comma 2 consente il verbale riassuntivo se le parti sono concordi e il giudice non ritiene necessaria la forma integrale. Il comma 3 attribuisce al PM e ai difensori la direzione degli esami (esame diretto, controesame) di testimoni, periti e consulenti; il giudice può condurre gli esami solo su richiesta concorde delle parti. Il comma 4 disciplina la firma della sentenza in caso di sostituzione del giudice.

Quando si applica

Si applica a tutti i dibattimenti nel procedimento per arresto in flagranza e giudizio direttissimo. Le norme sono obbligatorie per garantire uniformità processuale tra direttissimo e processo ordinario. La deroga sul verbale riassuntivo è facoltativa e deve risultare dal consenso di tutte le parti.

Connessioni

Rimanda agli artt. 420 (camera di consiglio), 140 (verbale integrale), 210 (persone indicate nella norma), nonché al complesso delle norme sul tribunale collegiale nel titolo I del libro quinto. Correlato agli artt. 558, 562, 563 che disciplinano i diversi riti possibili dopo la convalida.

Domande frequenti

Quali sono le differenze tra il dibattimento nel direttissimo e il dibattimento ordinario?

In linea di diritto non ci sono differenze: il direttissimo applica integralmente le norme del procedimento ordinario davanti al tribunale. L'unica differenza è nella tempistica: il direttissimo è più rapido perché non ci sono fasi preliminari e i tempi sono compressi.

Chi esamina i testimoni nel direttissimo?

Sono i difensori e il PM a condurre gli esami (esame diretto e controesame). Il giudice non esamina direttamente i testimoni a meno che le parti, in accordo, non lo chiedano espressamente.

Cosa significa verbale riassuntivo?

È un verbale che sintetizza le dichiarazioni anziché riportarle integralmente parola per parola. Può essere compilato solo se tutte le parti (PM, imputato, difensori) sono d'accordo e il giudice lo ritiene appropriato.

Se il giudice non può completare il dibattimento, cosa succede?

Se il giudice è impossibilitato, il presidente del tribunale sottoscrive la sentenza al suo posto. Questo non invalida la sentenza, che rimane giuridicamente valida e vincolante.

Ho diritto a un consulente tecnico nel direttissimo?

Sì, come nel processo ordinario. I consulenti tecnici sono esaminati dalle parti secondo le medesime regole del dibattimento ordinario.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
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Redazione Legge in Chiaro
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