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Ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 2580 c.c. Soggetti del diritto

In vigore

Il diritto di autore spetta all’autore ed ai suoi aventi causa nei limiti e per gli effetti fissati dalle leggi speciali.

In sintesi

  • Il diritto di autore spetta all'autore e ai suoi aventi causa nei limiti delle leggi speciali.
  • L'autore è il creatore dell'opera intellettuale; gli aventi causa sono coloro cui i diritti sono stati trasferiti.
  • La norma rinvia alle leggi speciali (l. 633/1941) per la disciplina analitica dei soggetti e dei diritti.
  • Persone giuridiche e datori di lavoro possono essere titolari di diritti derivativi in certi casi.
I titolari del diritto d'autore: autori e aventi causa

L'articolo 2580 del Codice Civile individua i soggetti del diritto d'autore: l'autore, in quanto creatore dell'opera, e i suoi aventi causa, ovvero i soggetti cui i diritti sono stati trasferiti nei limiti consentiti dalla legge. La norma rinvia alle leggi speciali per la disciplina di dettaglio, con riferimento principale alla legge 22 aprile 1941, n. 633, che costituisce la fonte primaria del diritto d'autore italiano.

La bipartizione autore/aventi causa riflette la distinzione tra titolo originario (creazione) e titolo derivativo (trasferimento): solo chi ha creato l'opera è titolare originario; chiunque acquisti i diritti da costui è avente causa.

Chi è l'autore nel senso giuridico

L'autore è la persona fisica che ha creato l'opera con il proprio ingegno. In linea di principio, solo le persone fisiche possono essere autori nel senso tecnico del termine: le persone giuridiche (società, enti) non creano intellettualmente, ma possono essere titolari di diritti patrimoniali per effetto di cessione o di disposizioni speciali (come quelle sui programmi per elaboratore o sulle opere create nell'ambito di un rapporto di lavoro).

La legge 633/1941 prevede ipotesi specifiche in cui i diritti di sfruttamento economico nascono direttamente in capo al datore di lavoro o al committente (es. software sviluppato dal lavoratore dipendente in esecuzione del rapporto di lavoro, art. 12-bis l. 633/1941). Queste eccezioni non modificano la regola generale: l'autore-persona fisica mantiene sempre i diritti morali.

Gli aventi causa e i limiti al trasferimento

Gli aventi causa sono tutti i soggetti che hanno acquisito diritti di utilizzazione dell'opera per contratto, successione o altra causa traslativa. Possono essere persone fisiche o giuridiche. I diritti che possono essere trasferiti sono però solo i diritti patrimoniali (riproduzione, distribuzione, comunicazione al pubblico, ecc.); i diritti morali (paternità, integrità dell'opera) rimangono nell'autore e sono inalienabili.

Il rinvio alle leggi speciali è fondamentale: la l. 633/1941 contiene disposizioni inderogabili a tutela dell'autore che limitano la libertà contrattuale e impediscono alle parti di derogare in peius alla posizione dell'autore.

Domande frequenti

Chi è il titolare del diritto d'autore su un'opera?

In primo luogo l'autore, cioè la persona fisica che ha creato l'opera intellettuale. Possono essere titolari anche gli aventi causa (eredi, cessionari) nei limiti dei diritti patrimoniali ceduti, ma i diritti morali rimangono sempre in capo all'autore.

Una società può essere titolare del diritto d'autore su un'opera?

Una società non può essere autore originario (solo le persone fisiche creano intellettualmente), ma può acquisire i diritti patrimoniali per cessione o, in certi casi, per disposizione di legge (es. software creato dal dipendente nell'ambito del rapporto di lavoro).

Cosa sono i 'diritti morali' e possono essere trasferiti?

I diritti morali comprendono il diritto alla paternità dell'opera (essere riconosciuto autore) e il diritto all'integrità (opporsi a modifiche che ledano l'onore dell'autore). Non sono trasferibili; restano sempre nell'autore anche se ha ceduto tutti i diritti patrimoniali.

Se un datore di lavoro fa creare un'opera al proprio dipendente, a chi appartiene il diritto d'autore?

Dipende dal tipo di opera. Per i programmi per elaboratore creati nell'ambito del rapporto di lavoro, i diritti patrimoniali spettano al datore di lavoro (art. 12-bis l. 633/1941). Per le altre opere, di norma i diritti restano all'autore-dipendente salvo diverso accordo contrattuale.

Per quanto tempo durano i diritti degli aventi causa sul diritto d'autore?

I diritti patrimoniali durano fino a 70 anni dalla morte dell'autore (art. 25 l. 633/1941). Gli aventi causa possono esercitare questi diritti per tutta la durata legale; scaduto il termine, l'opera cade in pubblico dominio.

A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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